Nel 1949 il Consiglio di Presidenza della Fondazione decise di dare inizio al restauro di alcune zone del Palazzo a Manlio Dazzi, allora direttore, affidò a Carlo Scarpa il compito di risistemare parte del piano terra, reso inutilizzabile dal frequente fenomeno dell'acqua alta, e il giardino sul retro. Il restauro partì solo dieci anni dopo, durante la direzione di Giuseppe Mazzariol, amico e sostenitore di Scarpa, e si concluse nel 1963. L'intervento, che vide l'eliminazione delle precedenti operazioni ottocentesche e il risanamento delle murature, si articolò su quattro temi: il nuovo ponte d'accesso al Palazzo, l'entrata con le barriere di difesa dall'alta marea, il portego progettato per fornire uno spazio da destinare a mostre e conferenze e il giardino.
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