Chiara Del Core 1 apr 2021 approfondimento 0 commenti

2.  Il verde pubblico nella pianificazione urbanistica

Nel panorama attuale, si può riscontrare un rinnovato interesse per il tema del paesaggio e del verde urbano. Questo fattore è causato dalla crescente sensibilità collettiva per l'ambiente e dalla consapevolezza della preoccupante situazione odierna che vede messo in serio pericolo il territorio che abitiamo. È così che si fanno strada i movimenti ambientalisti e le associazioni per la tutela dell'ambiente che manifestano la necessità di leggi sempre aggiornate sui piani paesistici.
Nonostante questi primi passi verso una maggiore partecipazione collettiva, oggi la programmazione territoriale a livello comunale e la normativa non prestano la dovuta attenzione al verde urbano e alla sua tutela. Al passo con l'impegno politico internazionale in materia di sostenibilità, l'Italia ha introdotto nel 2013 una legge riguardante il verde pubblico e la sua tutela – lex 14 Gennaio 2013, n.10. Tuttavia si tratta spesso di premesse poco considerate all'atto pratico o comunque applicate sporadicamente e non a livello globale.
È necessario affrontare tale tema in maniera sistematica utilizzando gli strumenti di governo specifici attraverso i quali attuare le scelte di pianificazione e corretta gestione.
Seppure vi siano numerose differenze a livello comunale tra le città italiane, sono tre gli strumenti utilizzati dall'amministrazione per la regolamentazione dei territori urbani:

Strumento di analisi e monitoraggio: Censimento del verde
Sezione in cui vengono analizzati il verde pubblico e quello privato presenti nel territorio urbano e peri-urbano. Viene inoltre riportata una classificazione delle specie principali e la relativa distribuzione individuata attraverso rilievo su carta.

Strumento normativo: Regolamento del verde
Riguarda le norme relative alla progettazione, all’inserimento e alla futura gestione del verde. 
Vengono prese in considerazione le tipologie vegetali che possono essere impiegate a seconda del contesto e delle necessità.

Strumento di pianificazione strategica:
Piano del verde urbano
Gestisce le modalità di attuazione degli interventi relativi al verde pubblico.
Ad essi si aggiungono il Piano di monitoraggio e gestione del verde, variabile di anno in anno a seconda delle esigenze comunali e finalizzato a garantire ai cittadini servizi soddisfacenti e il Sistema informativo del verde.
 

ll Piano del Verde Urbano

Il Piano del verde urbano costituisce lo strumento che determina l'insieme degli interventi atti a favorire lo sviluppo quali-quantitativo del verde urbano e si occupa della sua gestione e manutenzione misurata rispetto al contesto specifico.
Se applicato correttamente, può apportare molti benefici ambientali, riducendo l'impatto dell'attività urbana sul territorio, al fine di restituire la struttura verde ambita dagli stessi cittadini. Il Piano del Verde Urbano è parte integrante della pianificazione strategica territoriale ed è composto dalle seguenti sezioni:
  • Quadro conoscitivo
  • Piano di indirizzo
  • Norme tecniche di attuazione
Troppo spesso il Piano del Verde viene erroneamente considerato uno strumento di settore a sé stante, quando invece si tratta di un documento complementare all'intera pianificazione urbanistica. Esso infatti, è utile per conoscere, prevenire e conservare il territorio oggetto di progettazione. Inoltre il Piano del Verde urbano dovrebbe coinvolgere la popolazione nelle scelte progettuali e nei processi decisionali che riguardano i territori da essa abitati. Differentemente da altri paesi europei, in Italia la pianificazione paesaggistica non è affidata al consiglio comunale bensì è gestita a livello provinciale con i Piani Territoriali di Coordinamento provinciale. Sarebbe buona pratica invece, istituire il Piano Regolatore Generale (PRG) tenendo conto dell'assetto ambientale, coordinando così i vari aspetti in un unico strumento considerato a livello globale che regoli l'edificato e le infrastrutture sulla base della pianificazione paesaggistica. Questa struttura disordinata e priva di comunicazione non favorisce nel paese una progettazione condotta secondo coscienza e nel rispetto dell'ambiente. Infatti, secondo una recente analisi condotta dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), nonostante il crescente interesse in tema di sviluppo sostenibile e tutela ambientale, sono pochi gli Enti in Italia ad aver predisposto il Piano del verde urbano. Infatti, sono solo 7 le città ad avere applicato i principi di questo strumento: Milano, Venezia, Bologna, Parma, Prato, Reggio Calabria e Cagliari.

Questa cattiva abitudine genera nelle città che abitiamo, numerosi problemi di tipo gestionale e di manutenzione. Ad esempio l'assenza o la scarsità di zone verdi integrate al costruito, la bassa qualità dell’ecosistema, giardini e parchi poco frequentati e di conseguenza poco sicuri.
Occorre quindi agire a tutte le scale, tenendo ben saldo un piano che consideri la città in tutte le sue parti e soprattutto il verde, indispensabile elemento di connessione dell’intero tessuto urbano.
 

Classificazione del verde

Le politiche relative al verde urbano, come già accennato, spesso si rivelano carenti anche a causa della scarsa informazione sugli spazi adibiti a verde all'interno delle città. La diretta conseguenza è data dalla disinformazione collettiva del valore di questa risorsa purtroppo sottovalutata: è necessario introdurre un sistema informativo globale, accessibile a tutti, in grado di monitorare e gestire questo patrimonio collettivo.                                                                               

A tal fine è stata stilata una classificazione tipologica delle aree verdi urbane:

SPAZI VERDI A LIVELLO DI QUARTIERE → ne fanno parte i giardini pubblici, quelli di pertinenza delle residenze, gli spazi per il gioco, il verde a servizio di aree commerciali e produttive.

SPAZI VERDI A LIVELLO COMUNALE → ne fanno parte il verde destinato ad attrezzature sportive di rilievo urbano, parchi pubblici di medie dimensioni, aree boschive o di fascia fluviale.

ELEMENTI CONNETTIVI PER LA REALIZZAZIONE DI RETI DI SPAZI VERDI  → piste ciclabili, viali alberati, aree pedonali.
 

La classificazione tipologica deve prendere in considerazione tutte le caratteristiche degli  spazi che considera, comprese le dimensioni.
A tal proposito la suddivisione secondo le classi dimensionali prevede:

  • SPAZI PICCOLI → giardini inferiori ai 1.500 mq
  • SPAZI MEDIO – PICCOLI → giardini compresi tra i 1.500 m2  e i 5.000 mq
  • SPAZI MEDIO – GRANDI → giardini compresi tra i 5.000 mq  e i 10.000 mq
  • SPAZI GRANDI→ parchi superiori a 10.000 mq

Come si può notare, il passaggio da giardino a parco avviene oltre i 10.000 m2 di superficie. Nell'analisi e nella gestione del verde urbano si fa riferimento ad alcuni indicatori in grado di segnalare situazioni di criticità o scarsa fruizione. Essi sono la funzionalità, i servizi e l'arredo, la sicurezza, la qualità estetica, i fattori di pressione dal contesto e la manutenzione.
Dal punto di vista della funzionalità è preferibile organizzare l'area in zone attrezzate e studiate per un uso specifico così da favorire la socializzazione tra utenti diversi e prevenire possibili fenomeni conflittuali.
Sarà così ottimale recintare l'area destinata al gioco dei bambini e quella destinata ai cani, anche per assicurare la sicurezza di tutti i fruitori. L'arredo sarà di fondamentale importanza e necessario alla differenziazione d'uso: sedute comode e tavoli ricreativi per gli anziani, posteggi per le biciclette, servizi igienici e cestini per la raccolta dei rifiuti. Inoltre tutti gli spazi devono essere facilmente accessibili: gli ingressi e le uscite ben visibili e tangibili, i percorsi privi di ostacoli e le barriere architettoniche assenti.  

È fondamentale che durante la fase progettuale si tenga conto dell’aspetto funzionale ma anche di quello relativo alla qualità estetica in quanto essa costituisce un importante valore aggiunto che spinge a frequentare maggiormente l’area. L'afflusso di persone rende così gli spazi frequentati e più vivi e dà un senso di maggiore sicurezza. Nonostante un progetto accurato che tiene conto dei fattori sopra citati sia la base per la creazione di spazi collettivi ben riusciti, vi sono alcuni elementi che talvolta possono comprometterne l'equilibrio.
Si tratta dei fattori di pressione esterna e della gestione degli spazi nel corso del tempo. Ad esempio, la presenza di strade a traffico elevato caratterizza la minaccia maggiore in termini acustici e di inquinamento atmosferico. Anche la vicinanza di ferrovie costituisce motivo di forte disturbo per il rumore prodotto.

Per quanto concerne la manutenzione invece, costituisce chiaro indicatore della qualità fisico-ambientale dell'area verde; la cura del manto erboso, talvolta molto impegnativa, dovrebbe essere prerogativa fondamentale al fine di mantenere la superficie continua e priva di zone sterrate. I percorsi devono essere puliti e sprovvisti di ostacoli, gli elementi d'arredo efficienti e in buono stato conservativo. Inoltre è importante mantenere l'area pulita, non devono esservi rifiuti ed escrementi di cane. Naturalmente il senso civico dei fruitori è elemento determinante per la qualità degli spazi collettivi, troppo spesso preda di noncuranza e mancato senso di appartenenza.
 

Funzioni del verde

L'ambiente urbano si presta ad accogliere gli spazi verdi come elementi attivi dalle svariate funzioni; essi assolvono al ruolo di incubatori sociali per attività sportive e di svago e migliorano le condizioni ambientali ed estetiche della città. Per questo motivo, oggi il verde urbano ha assunto un'importanza rilevante mutando la sua funzione da mero elemento residuale ad attore necessario alla collettività. 
In seguito vengono annoverate alcune delle funzioni che riveste il verde urbano, che contribuiscono al miglioramento delle condizioni psico-fisiche dell'individuo che vive la città e conducono alla rinaturalizzazione dell'ambiente cittadino.
 
FUNZIONE ECOLOGICA
Come risaputo, in città è presente un eccesso di anidride carbonica causato dai motori dei veicoli, dalle attività domestiche e dall'azione degli impianti industriali e residenziali.  
Attraverso il processo di fotosintesi, i vegetali sono in grado di catturare e trattenere le polveri sospese in atmosfera, liberando in un secondo momento ossigeno. Anche le distese erbose dei 
prati e del suolo adibito a verde esercitano una funzione purificante poiché posizionate alla stessa altezza dei gas di scarico delle auto. Le particelle inquinanti presenti nel pulviscolo atmosferico vengono catturate dalle foglie che hanno capacità differenti a seconda della grandezza e delle caratteristiche delle foglie stesse. Gli alberi trattengono un quantitativo di polvere molto più alto rispetto al manto erboso che a sua volta ne intercetta una quantità di sei volte superiore rispetto alle superfici lisce. Inoltre le specie vegetali sono in grado di contribuire alla corretta regolazione termica: le masse verdi evitano l'eccessivo riscaldamento del suolo bloccando l'evaporazione dell'acqua contenuta al suo interno. È così che un albero raffresca l'ambiente con la capacità pari a quella di cinque condizionatori di media potenza; ciò equivale ad un risparmio del 40% in termini economici ed energetici per il condizionamento termico estivo.
 
FUNZIONE ACUSTICA
l rumore viene considerato un rilevante fattore di inquinamento poiché causa ingenti danni psico-fisici sugli individui. Il contesto urbano è sempre più caratterizzato dalla presenza di numerose fonti di rumore e per questo motivo le aree verdi devono contribuire all'attenuazione dei danni che ne conseguono. A tal fine, vengono inseriti nelle aree verdi  collettive, gli schermi antirumore che agiscono tramite assorbimento, riflessione o deviazione dell'energia sonora. Un altro metodo è quello dell'attenuazione del suono, ottenuta tramite un allungamento del percorso delle onde sonore dalla fonte al punto di ricezione.                     
Le barriere vegetali agiscono con più o meno intensità a seconda delle caratteristiche delle piante impiegate: sono perfette le specie con fogliame presente anche nella parte bassa del tronco e sempreverdi per garantire protezione durante tutto l'anno. Il risultato protettivo varia anche a seconda dello spessore e dell'altezza dello schermo, infatti la soluzione più vantaggiosa è caratterizzata dalle siepi alte e con uno spessore di almeno 5 metri. Le barriere verdi sono anche ottime soluzioni per l'isolamento visivo.
 
FUNZIONE IGIENICA
Sin dall'antichità è stato dimostrato che la presenza dell'elemento verde nell'ambiente antropizzato migliora le condizioni di vita dell'individuo. La vegetazione infatti aiuterebbe a mantenere un equilibrio dal punto di vista dell’igiene dei luoghi e di conseguenza del benessere della persona.
 
FUNZIONE SOCIALE
Dal punto di vista ricreativo, gli spazi adibiti a verde risultano perfetti per la corretta crescita del bambino che può giocare ed interagire all'aria aperta. Le aree salubri e protette dal resto della città non sono utili solo ai più piccoli ma anche ad adulti ed anziani che possono qui incontrarsi, praticare sport e riposarsi nel tempo libero. Inoltre è riconosciuta anche la funzione terapeutica dell'elemento verde poiché in un ambiente ricco di vegetazione l'uomo viene “alleggerito” dal sovraccarico dei pensieri e delle preoccupazioni quotidiane.
È stato dimostrato infatti, che alla vista di alcune specie vegetali, la pressione sanguigna e la tensione  muscolare dell'uomo si abbassano.
 
FUNZIONE ESTETICA
Nonostante la tendenza attuale consideri principale l'aspetto funzionale delle aree a verde attrezzato, l'estetica non è elemento da trascurare. Oltre al miglioramento dell'intero ambiente urbano, uno spazio ben progettato dal punto di vista formale assicura una differenziazione dalla monotonia dei fabbricati e delle strade.
Inoltre le aree ricche di vegetazione migliorano scorci e visuali cittadine, il potenziale delle quali talvolta non viene nemmeno preso in considerazione.

  
Schema funzionale del verde inserito nel tessuto urbano
   
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