Chiara Del Core 14 mar 2019 approfondimento 0 commenti

1 - Evoluzione delle pratiche termali


Impero Romano

Il termine Spa che oggi racchiude in sé tutte quelle azioni finalizzate alla cura del corpo, sembra avere una duplice origine. Secondo alcuni, si tratta dell’acronimo derivante dalla   locuzione latina “salus per aquam” che sta a significare la salute ottenuta attraverso l’uso  dell’acqua. Secondo altre fonti, la parola Spa troverebbe origine nell’omonima ed antica  cittadina belga frequentata durante il XVI secolo per le sue acque dalle proprietà   purificatorie. Proprio grazie alla presenza delle acque termali molte cittadine riscossero un buon successo sviluppandosi ed arricchendosi grazie alla costruzione delle prime terme.
Nell’antica Roma queste strutture erano viste come luoghi di ritrovo e relax dove risollevare mente e corpo dalle fatiche quotidiane. Differenziate a seconda dell’utenza a cui erano destinate, le terme si distinguevano tra quelle molto frequentate, più caotiche e rivolte al popolo e quelle più piccole e ricercate, riservate ai personaggi più influenti del tempo.
Presto l’evoluzione delle tecniche e delle soluzioni adottate per il riscaldamento delle acque, permise la diffusione delle terme all’interno della città e l’Impero Romano le esportò nei territori colonizzati.
Per quanto riguarda gli schemi planimetrici e la disposizione degli ambienti interni, le terme Romane seguivano principi universali indipendentemente dal luogo in cui si collocavano.
La successione delle varie funzioni si specchiava direttamente sugli spazi che in armonia tra loro, andavano a costituire un vero e proprio percorso di purificazione. L’elemento acqua ed il rito del bagno ad esso associato, costituivano il fulcro principale dell’intero percorso.                  
 Ad una minuziosa progettazione degli ambienti funzionali, non corrispondeva però la maestosità in facciata: infatti i complessi termali apparivano spogli e privi di ornamento per stupire i visitatori solo una volta fattovi ingresso.
Giunti all’interno, si trovava l’apodyterium ovvero lo spogliatoio, dove il visitatore poteva porre in nicchie laterali i propri indumenti. Da questo momento aveva inizio il vero e proprio percorso termale in stanze umide e dal calore persistente.

Gli ambienti che si susseguivano erano i seguenti: 
               

  • Calidarium da calidus = caldo > sezione destinata ai bagni in acqua calda e ai bagni in vapore

  • Tepidarium da tepidus = tiepido > sezione destinata ai bagni in acqua tiepida

  • Frigidarium da frigidus = freddo > sezione destinata ai bagni in acqua fredda

  • Natatio > piscina


Si trattava di una disposizione fissa e prestabilita al fine di garantire percorsi che soddisfacessero esigenze specifiche. A corollario dell’edificio si trovavano i cortili  adibiti a palestra, provvisti di portici e alcuni locali dove era possibile trovare sollievo dopo l’attività fisica, grazie a massaggi e trattamenti. Inoltre, erano presenti giardini ed in alcuni casi biblioteche, sale conferenze e tempietti.
Uno degli esempi più celebri e rappresentativi dell’epoca Imperiale è costituito dalle Antiche Terme di Caracalla risalenti al 212-217 d.C. Conosciute anche come "Thermae Antoninianae" dal nome dell’imperatore Caracalla (Marco Aurelio Severo Antonino Bassiano), subirono numerosi interventi ed ampliamenti nel corso della storia. Per alcuni periodi la struttura venne adibita ad altri usi: area agricola, cimitero, cava di materiali pregiati. Nella fase del suo più grande splendore, il complesso misurava 337 x 328 m ed era in grado di accogliere al suo interno 1500 persone. Con un recinto porticato, di cui non si hanno più tracce, ospitava moltissimi ambienti dedicati a svariate funzioni curative.
                   
Tra lo spazio esterno occupato dal recinto e quello interno, si trovavano giardini estesi ed organizzati secondo disegni precisi. Negli ambienti interni erano collocate cisterne con una capacità di 80.000 litri contenenti acqua a sufficienza per i vari trattamenti corporei.
Grande attenzione veniva data ai dettagli ed alle finiture di pavimenti e pareti arricchiti da mosaici bicolore e pietre rare. Il percorso, diviso in due sezioni speculari e destinate rispettivamente ai fruitori uomini e alle donne, si riuniva in un'unica soluzione in corrispondenza del“tepidarium”, ambiente temperato di dimensioni contenute. 

Planimetria Terme di Caracalla    

Planimetria generale del complesso delle terme di Caracalla e vista aerea nello stato attuale
FONTE :  http://www.capitolivm.it/meraviglie-di-roma/terme-di-caracalla

La caduta dell’Impero Romano causò l’arresto dello sviluppo dei siti termali che accusarono un periodo di crisi anche a causa delle leggi restrittive del Cristianesimo che vietavano l’ozio ed il piacere del corpo.    La ripresa si ebbe nel Medioevo, periodo durante il quale la società tornò ad apprezzare gli scopi benefici delle acque termali.
Nel XIX secolo i centri assunsero grande importanza ai fini curativi e per essere raggiunti facilmente, vennero perfezionate le linee di comunicazione ferroviaria e stradale in tutto il territorio Europeo.                                                         
Con il trascorrere del tempo, le terme assunsero sempre maggiore importanza, divenendo oggi centri benessere dove ci si occupa della cura del corpo e dell’anima a 360°.


 
La tradizione dell’hammam a Istanbul

Dalla fusione tra la tradizione Romana e quella Ottomana nacque la pratica dell’hammam diffusasi nel 600 d.C. Sono numerosi i riferimenti alla religione islamica secondo la quale attraverso la purezza dell’animo e la pulizia del corpo ci si può avvicinare al Dio Supremo Allah.
Dal punto di vista architettonico, il bagno turco ricalca i medesimi ambienti interni delle terme ma con dimensioni complessive molto più ridotte. In facciata si presenta come una moschea priva di aperture e con alla sommità cupole e camini per la fuoriuscita continua del fumo prodotto dal vapore interno. Analogamente agli spazi funzionali delle terme, vi si trovano tre ambienti:

  • Camekan, ingresso dove si consuma in tranquillità una tazza di tè, ci si spoglia e si riceve il “pestemal” tessuto per coprirsi

  • Sogukluk, spazio di transizione tra l’esterno e l’interno

  • Hararet, fulcro dell’hammam, stanza dalla temperatura elevata e ricolma di vapore


Si tratta di un luogo caro al sesso femminile, infatti vi si svolgeva la cerimonia precedente al matrimonio e oggi si celebrano rituali igienici, estetici e terapeutici.
Prerogativa fondamentale è quella del mantenimento della pulizia di spazi e vasche d’acqua, come impone la legge sacra. Il percorso viene effettuato in due aree distinte tra uomini e donne; al centro della stanza principale si trova il göbek tasi, pietra di marmo di grandi dimensioni scaldata dal basso. Gli edifici adibiti al bagno turco si presentano accoglienti, con archi e cupole e gli ambienti si distiguono in zone relax e zone per lo scrub della pelle.
Sin dall’antichità oltre ad essere la struttura simbolica per la comunità musulmana, si è  affermato come luogo di purificazione e catarsi totale.

Esempio di magnificenza assoluta è rappresentato dall’Hammam turco di Istambul Cağaloğlu; costruito nel 1741; è uno dei più grandi della città, esempio di architettura barocca.
I due ingressi differenziati per sesso si trovano l’uno sulla strada principale (uomini), l’altro sulla via laterale (donne). La Camekan del bagno turco è sormontata da una grande cupola e da essa si estende il corridoio che porta alla zona calda, sollevata da otto colonne.
Al centro della stanza si trova la grande pietra in marmo su cui ci si adagia per i massaggi. I bagni turchi possiedono interni particolareggiati e dettagli che rimandano all’estetica orientale: grandi lampadari a sospensione dalle trame forate, specchi, marmi e fontane monumentali.


   

Sezione del bagno turco Cağaloğlu  e vista della sala centrale dell’hammam
FONTE    http://www.skyscrapercity.com  -  http://cagalogluhamami.com
 

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