Chiara Del Core 6 feb 2020 approfondimento 0 commenti
Il progetto del luogo lavorativo

Gli spazi destinati alle attività lavorative richiedono un’attenta progettazione poiché si tratta di ambienti vissuti dall’utenza per gran parte della giornata. Con l’obiettivo di assicurare benessere psicofisico al lavoratore, l’iter progettuale deve attenersi alla normativa vigente e seguire i dettami ergonomici, acustici ed illumino tecnici. Ciascuna attività dev’essere svolta in completa sicurezza e libertà da parte di tutti i fruitori delle sedi aziendali. A seconda del tipo di mansione e lavoro svolti all’interno degli ambienti, in fase progettuale è bene scegliere l’organizzazione spaziale e la tipologia distributiva più opportuna. Per finire, la scelta del design e dell’arredo rende gli spazi esteticamente piacevoli e confortevoli, al fine di assicurare un ottimale svolgimento del lavoro. È quindi chiaro, come il progetto che riguarda tali spazi sia molto complesso poiché deve soddisfare esigenze diverse, accogliere un’utenza variegata ed assicurare sicurezza ed accessibilità. Per questo motivo, è bene suddividere l’iter progettuale in vere e proprie fasi che si susseguono ed al completamento delle quali è possibile raggiungere l’obiettivo prefissato:
 
  1. Scegliere il tipo di ufficio a seconda delle attività che vi si devono svolgere
  2. Studiare il flusso di utenza previsto negli ambienti
  3. Organizzare gli spazi secondo le necessità puntuali
  4. Progettare una cellula lavorativa “base” nel caso di uffici pluricellulari
  5. Scegliere l’arredo al fine di assicurare comfort e funzionalità
  6. Prevedere percorsi e spazi accessori

Per prima cosa quindi, è bene definire il luogo a seconda delle attività che vi si svolgeranno poiché cambiano le esigenze e di conseguenza anche l’organizzazione spaziale e l’arredo necessari. Ad esempio, uno studio tecnico professionale richiederà una suddivisione tra zona di accoglienza dei clienti e sale per il ricevimento, mentre un ufficio aziendale sarà più complesso date le dimensioni maggiori e il maggior numero di lavoratori che accoglierà. Infatti, risulta essere davvero importante considerare il flusso di persone che si recano nello spazio lavorativo al fine di assicurare funzionalità e comfort. Inoltre, a seconda delle attività che si svolgono, verrà determinata l’organizzazione degli spazi: singole unità per mansioni che richiedono concentrazione, open space per lo scambio continuo di informazioni tra colleghi. Anche l’arredo dovrà incontrare le necessità del target al fine di garantire funzionalità e flessibilità. Tutti gli step che riguardano la progettazione devono basarsi sulle normative vigenti in materia di sicurezza e salute del lavoratore. A tal proposito, sono stabilite alcune regole da seguire fedelmente: si tratta di precetti tecnici che deliberano gli standard qualitativi per l’areazione, il microclima, l’illuminazione e l’acustica propri degli ambienti.


Le normative specifiche sono:

Dlgs 81/2008 Allegato IV – Requisiti dei luoghi di lavoro

Tutela la stabilità degli edifici che ospitano uffici e spazi lavorativi, la loro solidità, i carichi massimi previsti e la loro corretta manutenzione. Inoltre, vengono elencate le dimensioni minime che ogni ambiente deve rispettare, le aperture necessarie alla corretta illuminazione e areazione e tutti i dispositivi predisposti alla sicurezza dei fruitori. Infine, il corretto progetto degli elementi di raccordo (scale, ascensori) e di quelli che costituiscono gli ambienti (pareti, pavimenti e solai).

Dlgs 242/96 relativo alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro


Le tipologie di ufficio

Ogni tipologia organizzativa è in grado di soddisfare i requisiti necessari ad una specifica attività lavorativa affinché sia svolta al meglio. Uno dei primi criteri che viene utilizzato per determinare l’organizzazione spaziale di un ufficio è rappresentato dalla tipologia di lavoro che viene svolta all’interno degli ambienti. Qualora si tratti di un’attività che richiede attenzione e viene svolta in maniera individuale, sarà preferibile una distribuzione a pianta cellulare. Quest’ultima è composta da singole unità separate tra loro e spesso affacciate su un corridoio comune; le stanze sono destinate ad una sola persona e talvolta a piccoli gruppi di lavoratori che collaborano a stretto contatto. In questo caso, si può stabilire un modulo progettuale che valga come matrice e che possa essere moltiplicato per progetti dalle dimensioni variabili. Tale schema può essere considerato come un’“aggregazione tipo” costituita da un piano d’appoggio (scrivania), una seduta, una fonte luminosa e una scaffalatura utile per sistemare documenti e faldoni. Inoltre, a seconda della policy aziendale, può essere previsto un computer fisso (non sempre perché alcune realtà forniscono i dipendenti di pc portatile al fine di facilitare anche lo smart working) solitamente sistemato sul tavolo. Qualora la separazione tra singole cellule non preveda pareti divisorie ma una distribuzione unica all’interno di un ambiente di grandi dimensioni, sarà necessario l’inserimento di elementi flessibili e schermanti, al fine di assicurare una maggiore privacy.

La seconda tipologia di ufficio più diffusa è caratterizzata dagli ambienti open space: stanze aperte, prive di suddivisioni funzionali, che racchiudono numerose postazioni di lavoro. Questa organizzazione risulta essere perfetta per tutte quelle attività che richiedono la stretta collaborazione tra diverse persone e talvolta tra gruppi di lavoratori che svolgono le loro mansioni in team. Naturalmente l’assenza di schermi fisici tra una zona e l’altra presuppone che l’attività d’ufficio in questione non richieda troppa concentrazione ed autonomia. Situazione diversa è invece quella che interessa gli uffici scanditi in zone e con una planimetria suddivisa a seconda delle aree funzionali. Il lavoro che vi si svolge non è indipendente ma presuppone lo scambio continuo di informazioni tra un dipartimento e l’altro. Il progetto di tali spazi viene realizzato con l’obiettivo di favorire il lavoro in team e prevede stanze dove oltre alle postazioni si trovano attrezzature comuni indispensabili a tutti (stampanti, plotter, attrezzature tecnologiche). Infine, si possono trovare uffici a pianta combinata che si distinguono per l’elevata flessibilità e per la versatilità necessaria ad accogliere figure professionali differenti. Infatti, questo tipo di ambiente è progettato sia per il lavoro in gruppo che per quello individuale e trova le sue origini nella necessità di garantire uno spazio che nel corso della giornata possa mutare a seconda dell’esigenza (alternanza di comunicazione tra colleghi, confronto, lavoro individuale). Ad ogni tipologia distributiva corrispondono specifiche attività ed è possibile riportare alcuni esempi di realtà che vi trovano luogo:
 
  • Pianta cellulare > realtà di consulenza, contabilità, informatica
  • Pianta aperta > grandi aziende di telecomunicazione, finanziarie ed amministrative
  • Pianta divisa in zone > assicurazioni, agenzie di comunicazione
  • Pianta combinata > studi di progettazione e design, redazioni creative

Nonostante permanga la differenziazione planimetrica a seconda del bacino di utenza che gli spazi sono soliti accogliere, negli ultimi anni si è registrato un crescente interesse nell’assicurare una maggiore adattabilità sulla necessità del momento. L’attività lavorativa oggi prevede la commistione di professionalità dalla diversa formazione e di conseguenza la collaborazione tra lavoratori che hanno bisogno di spazi e servizi diversi. Al fine di garantire l’ottimale svolgimento del lavoro quotidiano, risulta quindi essere di fondamentale importanza, progettare luoghi che comprendano aree collettive, spazi individuali e zone intermedie di scambio e comunicazione.
L’organizzazione spaziale


L'organizzazione spaziale

Come precedentemente accennato, lo spazio destinato alle attività lavorative sta subendo numerose variazioni negli ultimi anni, a causa di necessità mutevoli. È così che viene meno la netta distinzione tra uffici monocellulari, pluricellulari ed open space, in favore di luoghi dalla forte flessibilità, concepiti per accogliere attività da svolgere autonomamente ed in team. Inoltre, spesso, la sede lavorativa ospita non solo gli uffici ma anche sale dove avvengono riunioni, meeting accessibili da membri esterni, magazzini, archivi e spazi di servizio. Tale commistione funzionale presuppone alcuni accorgimenti progettuali in termini di comfort acustico ed illuminotecnico. Infatti, è bene che le sale predisposte ad accogliere un gran numero di persone, spesso provviste di maxi schermi e sistemi audiovisivi, siano opportunamente isolate acusticamente, al fine di assicurare concentrazione e privacy alle zone contigue. Allo stesso modo, a seconda della necessità, occorre assicurare un buon livello di illuminazione ed al contrario, di oscuramento, in tutti quegli spazi destinati a proiezioni e presentazioni. A tal fine, devono essere inseriti sistemi ausiliari in grado di calibrare la luce a seconda del momento. Qualora ci si trovi in ambienti di grande metratura dove si svolgono attività diverse destinate a utenti eterogenei, saranno indispensabili opportuni moduli divisori, flessibili, che possano essere sistemati dove occorre per suddividere la superficie al fine di renderla funzionale all’attività variabile che vi si svolge.

Se invece ci si trova in uffici suddivisi in zone, è bene che ogni ambiente rispetti le dimensioni minime per garantire sicurezza e comfort al lavoratore. Talora vigono regole stabilite dalla normativa regionale del territorio in cui si opera, ma in assenza di regolamenti veri e propri è indispensabile considerare alcune misure da rispettare. I differenti ambienti che compongono la sede lavorativa vengono classificati e normati secondo la specifica funzione che ricoprono. I locali dove si svolge l’attività lavorativa vera e propria devono garantire comfort e sicurezza. Ogni singolo ambiente dev’essere alto almeno 2,70 mt e misurare 9 mq, poiché ogni lavoratore deve godere di almeno 3 mq. È necessario che siano sempre presenti le aperture predisposte a garantire un buon livello di illuminazione naturale durante le ore diurne; ogni apertura deve misurare almeno 1/8 della superficie a pavimento dell’ambiente in questione. In rare circostanze, ad esempio in negozi o piccoli uffici, può capitare che la superficie utile all’attività lavorativa si distribuisca su due livelli: è il caso del soppalco. Per questa particolare tipologia occorre che l’altezza dell’ambiente soppalcato e di quello sottostante non sia mai inferiore a 2,40 mt; inoltre è obbligatoria la presenza degli appositi parapetti che preservano da cadute accidentali.

Le scale devono essere progettate adeguatamente (pedata e alzata agevoli e antiscivolo) e l’accesso regolato da normativa. Nonostante il fulcro di tali luoghi sia rappresentato dagli uffici, vi sono altri locali che rivestono un’importanza fondamentale per tutte quelle attività complementari rispetto quella lavorativa. Ne sono un esempio i locali di servizio, predisposti per supportare ogni tipo di attività: corridoi, spazi di raccordo, archivi, servizi igienici. Posizionati a seconda dell’utilità, prevedono un uso discontinuo da parte di coloro che lavorano presso la sede interessata e coloro che vi transitano per appuntamenti, visite, attività formative e di manutenzione. Tutti gli ambienti devono avere un’altezza minima di 2,40 mt e si possono trovare ai diversi piani fuori terra o in quello seminterrato.

Nel caso di magazzini ed archivi, spesso questi si trovano nel piano seminterrato perché di grandi dimensioni, possono accogliere ampie strutture che ospitano documenti e faldoni cartacei ma anche capi d’abbigliamento e oggetti dal grande ingombro in caso di aziende di tipo commerciale e produttivo. Le dimensioni minime dipendono dall’uso del locale: per i servizi igienici vige un minimo di 1-1,2 mq tenendo conto che dev’essere sempre presente almeno un servizio per i disabili. Questa tipologia di ambienti prevede l’inserimento obbligatorio di un disimpegno che li separi dagli spazi di lavoro. Tutti i locali devono essere areati in maniera diretta o indiretta ed illuminati correttamente. Infine, nel caso di aziende di entità medio-grande si possono trovare locali di supporto alle attività lavorative come la mensa, l’infermeria e le zone per l’accoglienza. Anche per questi ambienti sono previste dimensioni minime e standard aero-illuminanti da rispettare.
 
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