Chiara Del Core 4 feb 2020 approfondimento 0 commenti

Home workstation: come lo spazio risponde ai bisogni attuali

A differenza del passato, in cui lo spazio lavorativo era concepito come parte integrante dell’ufficio e della sede aziendale, oggi con il cambiamento dei valori e dei bisogni sociali e con la diffusione dell’innovazione tecnologica, tale luogo assume connotati diversi. L’attuale policy aziendale, spesso prevede la possibilità di svolgere la propria attività lavorativa da remoto, in alcuni giorni della settimana. Inoltre, sono in crescente aumento nuove figure professionali che lavorano in autonomia: è il caso dei lavoratori freelance, dei liberi professionisti e dei collaboratori con partita iva. Tale scenario sociale si riflette inevitabilmente sulla concezione spaziale del luogo destinato al lavoro che viene così smaterializzato, secondo la sua accezione tradizionale, facendo della flessibilità e dell’adattabilità i suoi principi cardine. Oggi l’home office sta diventando per molti prerogativa indispensabile che comporta alcune attenzioni dal punto di vista della funzione e della distribuzione degli ambienti di casa.

La residenza deve comprendere attività diverse da quella strettamente abitativa e la prima è quella lavorativa. A tal proposito, per prima cosa è bene definire la tipologia di lavoro che si svolge e le necessità che la stessa implica. Un aspetto fondamentale è rappresentato dal livello di privacy richiesto: si tratta di professioni che richiedono l’incontro e lo scambio con il cliente o al contrario si svolgono attività indipendenti e prive di rapporti interpersonali? Nel primo caso sarà necessario creare una separazione materiale della zona destinata al lavoro e agli appuntamenti, al fine di evitare una spiacevole fusione tra la sfera privata e quella lavorativa. Qualora invece, non siano previste visite da parte di esterni per il lavoro che si svolge, si possiede una libertà maggiore nell’organizzazione delle diverse aree funzionali. A fronte di tali necessità, il progetto dell’home workstation deve inserirsi in modo coerente agli ambienti di casa, garantendo comfort, funzionalità e cura estetica. Infatti, poiché vige uno stretto legame tra il benessere del lavoratore e la sua produttività, come si fa a grande scala negli uffici aziendali, anche negli spazi domestici destinati a studio e lavoro, occorre assicurare un buon microclima, l’illuminazione adatta e le adeguate condizioni di concentrazione e privacy.

La scelta di materiali naturali, di forme lineari e di colori studiati ad hoc sui gusti personali, può contribuire alla buona riuscita progettuale in termini di soddisfazione del fruitore. Anche il collegamento diretto con il mondo naturale aiuta a raggiungere il comfort psicofisico: è sufficiente l’inserimento di una pianta o l’impiego di materiali certificati per migliorare nettamente le condizioni lavorative. Dal punto di vista planimetrico, la scelta migliore consiste nel predisporre alla destinazione d’uso lavorativa una camera specifica ma si tratta di situazioni rare e possibili solo in appartamenti dalle grandi dimensioni o in case indipendenti. Tale soluzione è vantaggiosa dal punto di vista della privacy e del comfort acustico. Tuttavia, qualora lo spazio sia esiguo, occorre ricavare un angolo dove svolgere la propria attività in sicurezza e comodità. A tal proposito, è bene considerare quali siano le necessità specifiche e scegliere un’area della casa che possa soddisfarle. Ad esempio, se si svolgono attività che richiedono una buona illuminazione sarà preferibile scegliere la zona giorno, se invece si necessita di concentrazione la zona notte è la più indicata poiché è la meno frequentata e di conseguenza è la più silenziosa. Per allestire una zona studio non occorre necessariamente disporre di grandi metrature, quello che importa è ricreare un’atmosfera che metta a proprio agio chi vi dovrà lavorare.

Se la funzionalità deve essere uno degli elementi guida su cui attuare le scelte progettuali, anche l’estetica non dev’essere trascurata. Infatti, soprattutto nel caso di angoli per il lavoro inseriti in ambienti preesistenti, occorre che venga assicurata coerenza d’insieme ed equilibrio nelle finiture e negli arredi, al fine di “mimetizzare” il più possibile la zona inserita in un secondo momento. In conclusione, nonostante ogni professione sia diversa dall’altra e necessiti di condizioni specifiche, è possibile affermare che vi sono alcuni elementi da considerare sempre, per poter raggiungere un buon risultato progettuale in termini di fruibilità, sicurezza e comodità.


Dove collocare l’angolo studio

Come accennato, lo spazio destinato allo studio può occupare una stanza indipendente ma più spesso trovare posto in un angolo appartenente ad un ambiente di casa. Analizzando il primo esempio, qualora si preveda il contatto con clienti e colleghi, è bene che tra lo studio ed il resto della casa vi sia un disimpegno o un corridoio che fungano da filtro tra la zona frequentata da terze persone e quella privata della residenza. La scelta migliore consiste nell’inserirlo in prossimità dell’entrata dell’appartamento così da essere subito accessibile da parte degli avventori esterni che non prenderanno contatto con gli ambienti più intimi di casa. Questo tipo di attenzione non risulta essere necessario in caso di studi personali che vengono utilizzati solo ed esclusivamente da parte del lavoratore. Per prima cosa, occorre stabilire quali siano le dimensioni della stanza che si ha a disposizione, se vi siano delle aperture e come distribuire l’arredo necessario a svolgere regolarmente le proprie attività.

È bene organizzare gli spazi nell’ottica di massimizzarne la funzionalità e rendere confortevole e ordinato lo studio. Inoltre, si consiglia di tenere a mente che pur trattandosi di una workstation situata all’interno degli ambienti domestici, occorre garantire sobrietà, luminosità ed ordine, in vista di conference call e videochiamate. Dal punto di vista degli arredi, essi andranno scelti in base alle esigenze e tenendo conto della disponibilità e della conformazione spaziale: la scrivania dev’essere abbastanza capiente da ospitare un pc, una lampada e dei documenti ma la sua forma va scelta in base alla stanza e alla presenza o meno di finestre. Queste ultime infatti, sono importantissime per lo svolgimento del lavoro nelle ore diurne, perché permettono di sfruttare la luce naturale, garantendo comfort ed un maggiore risparmio energetico.

Per favorire la luminosità della stanza, contribuiscono anche i colori utilizzati per pareti e soffitto: sono preferibili i toni chiari e rilassanti del bianco, del beige e del grigio, meglio se abbinati a dettagli verdi che garantiscono un tocco vitale all’insieme e un alto livello di concentrazione. A tal proposito, è anche consigliato inserire elementi naturali come piantine e materiali eco-friendly al fine di rendere l’ambiente più salubre e piacevole. Un altro elemento importante per lo studio è il progetto dell’illuminazione artificiale poiché è fondamentale assicurare luce diffusa ma anche puntuale. Per fare ciò saranno indispensabili un apparecchio centro volta e una lampada da tavolo con braccio regolabile e possibilmente con dimmer per poter modificare l’intensità e il colore del fascio luminoso. Con l’obiettivo di favorire il libero svolgimento delle attività senza affaticare la vista, la temperatura della luce adatta è di circa 4000K (tipica della luce neutra) e per il colore è preferibile il bianco. Infine, trattandosi di una stanza a sé stante, si ha maggiore libertà di scelta dal punto di vista cromatico e di stile. Non essendovi l’obbligo di mantenere piena coerenza con il resto della casa, è possibile personalizzare l’ambiente secondo il proprio gusto estetico: accessori e complementi contribuiranno a dare forte personalità al proprio studio. Tale possibilità però va sempre calibrata, soprattutto se si tratta di ambienti lavorativi dove si è soliti ricevere altre persone, perché concorreranno a fornire l’immagine personale ed il livello della vostra professionalità.

Nel caso in cui non si disponga di una stanza intera adibita a studio, sarà possibile ricavare un angolo destinato al lavoro all’interno di un ambiente di casa. La scelta può ricadere sulla zona giorno o su quella destinata alla notte: entrambe presentano pro e contro che occorre valutare prima di prendere qualsiasi tipo di decisione.

 

ZONA LIVING

Si tratta dell’area di casa più illuminata di tutte durante il giorno e può comprendere cucina, soggiorno e sala da pranzo. È forse la più sfruttata durante le ore diurne e questo potrebbe comportare un livello di concentrazione minore a causa delle numerose fonti di disturbo (televisori, elettrodomestici, chiacchiericcio). Nel caso della cucina, potrebbe risultare comodo creare un angolo adibito a studio, provvisto di piano d’appoggio e lavagna dove segnare appunti e scadenze, ma allo stesso tempo scrivere la lista della spesa secondo le necessità. In questo caso, come seduta potrà essere utilizzata una sedia del tavolo da pranzo (si presuppone che non si lavori durante l’ora di consumo dei pasti) e come scrittoio una mensola, cosicché se non utilizzata, la postazione si mimetizzerà con l’arredo e le componenti della cucina.

Qualora si voglia inserire l’home workspace in salotto, è molto importante seguire lo stile che lo contraddistingue. Per prima cosa è bene studiare gli spazi e scegliere l’angolo dove inserire lo studio: la scelta migliore coincide con uno spazio che sia più vicino possibile ad una finestra, poiché la luce naturale funge da elemento fondamentale per lo svolgimento del lavoro durante le ore diurne. A tal proposito, occorre prestare attenzione alla posizione dell’arredo, onde evitare il presentarsi di sgradevoli riflessi sul monitor del pc. Per questo motivo, è consigliato collocare la scrivania posizione perpendicolare rispetto all’apertura e collocare la seduta in modo da non creare aree d’ombra. Inoltre, la postazione di lavoro deve garantire il libero movimento e il comfort del fruitore, garantendogli spazio sufficiente a spostare la sedia senza urtare muri ed arredi, a cambiare la propria posizione e a spostarsi agevolmente. Oltre a quella naturale, anche la luce artificiale è fondamentale per poter proseguire le proprie attività durante il tardo pomeriggio, la sera o le giornate poco soleggiate: a tal fine è ideale predisporre una presa elettrica per poter alimentare una lampada da tavolo da preferire con luce bianca e regolabile.

Per quanto riguarda lo stile dell’ambiente, mentre per la cucina che viene considerata uno spazio più creativo ed informale ci si può sbizzarrire nelle scelte, nel salotto è preferibile attenersi con coerenza all’insieme. Qualora predominino arredi classici, saranno perfette consolle basse o scrittoi accompagnati da comode poltroncine così da coniugare funzionalità ed estetica. Talvolta, la scelta di inserire una libreria o degli scaffali può assolvere alla doppia funzione di dividere lo spazio ed accogliere testi e documenti indispensabili per lo svolgimento del proprio lavoro. Al fine di rendere più piacevole l’attività lavorativa, si può scegliere di inserire qualche pianta che oltre a rappresentare un piacevole complemento d’arredo, è in grado di purificare l’aria e rendere l’ambiente più salubre.


Esempi di workstation inserite all’interno della zona giorno


ZONA NOTTE

Una valida alternativa al living e alla cucina è rappresentata dalla zona notte che ha il vantaggio di essere più silenziosa ed intima rispetto agli altri ambienti di casa. Infatti, le camere da letto costituiscono ambienti solitamente inaccessibili da parte degli ospiti e degli avventori di casa e per questo motivo è chiaro che tale tipo di collocazione non è compatibile con coloro che necessitano di fissare appuntamenti con clienti e colleghi. Il primo elemento da considerare consiste nella posizione, meglio se non prossima al letto. L’aspetto organizzativo può prevedere opzioni diversificate ma tutte in grado di assicurare concentrazione e privacy. Una delle scelte più diffuse è quella di collocare l’angolo studio in prossimità della finestra (come per la zona giorno) e talvolta, se si possiede un davanzale dalle dimensioni generose, lo si può sfruttare come scrittoio, così da godere appieno della piacevole luce naturale e talvolta di una vista pregevole.

Un’altra idea che rende la home workstation più raccolta, prevede la distribuzione dell’arredo necessario dietro la testata del letto. Spesso, si usa il vano retrostante al letto (che è situato in posizione centrale) per collocarvi la cabina armadio ma in questo caso, se le dimensioni lo consentono, tale spazio può essere sfruttato per un’altra funzione. Qualora la camera da letto sia caratterizzata da dimensioni contenute, un’astuzia potrebbe essere quella di ricreare nell’armadio un vano studio a scomparsa che si palesi al momento del bisogno. Se invece, la camera da letto è più ampia, l’angolo studio può occupare uno spazio indipendente dove potersi muovere in maggiore comodità. In ogni caso, occorre ricreare una piccola “oasi” dove potersi concentrare e dove sentirsi a proprio agio, al fine di aumentare la produttività e di conseguenza il proprio appagamento professionale.

   
Workstation nella zona notte: dietro la testiera del letto e sul davanzale a ridosso delle finestre
 

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