Claudio Mandelli 11 mag 2021 approfondimento 0 commenti

La normativa tecnica più importante del settore, specifica per le piscine ad uso pubblico, è la UNI 10637 che contiene linee guida per la progettazione dell’impianto di filtrazione, circolazione e ricircolo delle piscine in genere.

È nata nel 1997 sulla scia della citata Intesa Stato e Regioni del 1991, è stata modificata e integrata nel 2006 e nel 2015 e oggi è in atto un nuovo processo di revisione che dovrebbe aver termine a fine 2022. 
Al momento la UNI 10637 si applica in tutte le regioni che non hanno ancora emanato leggi specifiche sulle piscine a uso pubblico. Contiene norme specifiche per gli apparati impiantistici delle vasche e quindi interessa fino ad un certo punto la progettazione dell’organismo architettonico.

Tipologie e tecniche costruttive delle vasche delle piscine

Una delle caratteristiche che differenzia i vari tipi di vasche per piscine è il modo in cui si recupera l’acqua che esce a causa della presenza e del movimento dei nuotatori.
 
nuotatori in piscina

Serena Repice Lentini on Unsplash


Se nella vasca piena d’acqua di una piscina entrano un po’ di persone, un corrispondente volume d’acqua dovrà uscire, possibilmente senza allagare l’intorno. Per questo esistono diversi sistemi di recupero dall’acqua che viene poi filtrata, trattata e reimmessa attraverso bocchette di erogazione di solito collocate alle pareti.
Mentre in vasche piccole, normalmente private, si possono usare dispositivi di ripresa superficiali chiamati skimmer, per le piscine ad uso pubblico sopra i 100 mq di superficie, cioè tutte quelle che ci interessano, quelle in cui si nuota che sono lunghe 25 o 50 metri, si utilizzano sistemi di tracimazione a sfioro. 
Questo sistema prevede che il piano vasca e l’acqua siano allo stesso livello, l’acqua tracima oltre il bordo e cade in un canale perimetrale normalmente coperto da griglie, dal quale viene convogliata in una vasca di compenso, da qui viene prelevata dall’impianto di filtraggio e trattamento che poi la distribuirà in vasca attraverso le bocchette.
Si identificano diverse tipologie di piscine a sfioro a seconda della vicinanza del canale perimetrale di raccolta al bordo della vasca, della copertura del canale con griglie, o dell’utilizzo di sistemi a fessura, oppure a sfioro sottobordo. Le griglie, normalmente in materiale plastico, rappresentano forse le soluzioni esteticamente meno pregiate, ma hanno il vantaggio della facile ispezione e pulizia.
Chiarito che dal canale di recupero poi l’acqua tornerà in vasca (certamente filtrata e trattata...), è altresì chiaro che non è opportuno che ci finiscano le acque e i detergenti con sui si pulisce e igienizza tutto il piano vasca, che dovrebbero essere convogliati altrove e poi scaricati.
 
nuotatori in piscina

Sistemi di recupero dell'acqua dalla vasca della pisicna: a sfioro su canale perimetrale con griglia, a sfioro sottobordo e con sistema a fessure - da acqua-spa.it


Passando alla struttura della vasca e dando per scontata una platea di fondazione in cemento armato, si possono definire diverse tipologie costruttive per le pareti perimetrali.
Piccola considerazione banale: se la vasca è interrata, le pareti devono resistere alla spinta del terreno verso l’interno quando la vasca è vuota, se è fuori terra devono contenere la spinta dell’acqua verso l’esterno a vasca piena.
In ogni caso le pareti e il fondo devono ridurre per quanto possibile la dispersione di calore dall’acqua verso l’esterno.
Le pareti delle piscine possono essere realizzate in acciaio zincato imbullonato, con pannelli eventualmente rivestiti in materiale plastico e anche in acciaio inox, ma più spesso si ricorre al cemento armato gettato in opera, oppure con con con casseri isolanti a perdere in blocchi di polistirolo ad alta densità, o di polistirene, che facilitano sia la costruzione che l'eliminazione dei ponti termici. Esistono anche piscine in vetroresina, ma normalmente hanno dimensioni contenute e sono destinate all’utilizzo domestico.

Il manto di rivestimento interno, che deve sempre essere di colore chiaro, deve altresì assicurare l’impermeabilizzazione della vasca.
Spesso le piscine per il nuoto adottano rivestimenti in piastrelle che si prestano bene anche per definire le linee marcate sul fondo vasca al centro di ogni corsia, ma si possono adottare anche rivestimenti con membrane di PVC termosaldate con diverse finiture di superficie che, a differenza delle piastrelle, presentano meno inconvenienti legati a fessurazioni in corrispondenza delle fughe. In ogni caso l’aspetto dell’impermeabilizzazione della vasca e della risposta elastica del rivestimento ai naturali assestamenti strutturali sono di fondamentale importanza e necessitano di una messa in opera attenta, utilizzando materiali di qualità.

La climatizzazione e il trattamento dell’aria di una piscina coperta è cosa particolarmente complessa e necessita di un’attenta progettazione impiantistica.

I dati di partenza sono che la temperatura dell’aria dev’essere sempre uguale o superiore a quella dell’acqua, che dev’essere tra i 26 e i 29°C e che c’è una gran produzione di vapore acqueo, quindi l’umidità relativa tende ad alzarsi oltre i valori del 60-70% che precedono condizioni di discomfort per nuotatori, personale e spettatori, nonché producono fenomeni di condensa superficiale soprattutto su pareti e vetrate esterne, o comunque più fredde.
Considerando che la temperatura di rugiada si alza al decrescere dell’umidità relativa, che le muffe si trovano particolarmente a loro agio in ambienti caldo umidi, che le sostanze a base di cloro per igienizzare l’acqua della vasca rendono il vapore particolarmente corrosivo, si capisce bene quanto sia importante il trattamento dell’aria dell’ambiente piscina e non solo per la struttura natatoria (igiene, manutenzione, ecc.), ma anche per la salute di chi ci nuota, o lavora, perché possono insorgere problemi respiratori, irritazioni cutanee e agli occhi.
Ma basta anche meno affinché chi nuota si senta “mancar l’aria” proprio quando dovrebbe recuperarla e questo incide molto sulla qualità del servizio percepito da chi paga per nuotare. Che tutto ciò abbia delle ripercussioni al momento del rinnovo dell’abbonamento mensile è scontato, soprattutto se ci sono altri impianti nei paraggi.

La questione è particolarmente complessa e, come per la realizzazione e impermeabilizzazione della vasca e del relativo apparato impiantistico, il consiglio rimane quello di consultare professionisti e aziende specializzate in impianti per piscine.
Il riferimento normativo è la già citata Conferenza Stato-Regioni del 2003, quindi sul piano vasca: temperatura aria ≥ temperatura acqua (24-30°C); umidità relativa massima 70%; velocità dell’aria ≤ 0,1 m/s; ricambio d’aria esterna minimo 20 mc/h per mq di vasca. In più, se ci sono tribune e spettatori, integrare la ventilazione in base alla UNI 10339. Per spogliatoi e servizi, temperatura minima 20°C e ricambio d’aria 20 volumi/ora.

La deumidificazione si ottiene con sistemi basati su ciclo frigorifero, oppure con immissione di aria fredda e poco umida d’inverno da miscelare con quella di ricircolo, due sistemi diversi da scegliere anche in base al luogo, perché se all’aperto nei mesi freddi la nebbia è quasi una costante, anche l’aria sarà il più delle volte troppo umida.
In tutto ciò la qualità dell’involucro ha la sua importanza: buon isolamento e assenza di ponti termici equivarranno a meno condensa.

L’immissione dell’aria trattata (quindi calda e secca) dovrebbe avvenire in prossimità delle partizioni con l’esterno che sono più fredde e soggette a condensazione. Una porzione dell’aria “nuova” (approssimativamente un 15%) deve anche essere indirizzata sulla vasca per “ripulirla” dai vapori di cloro proprio lì dove i nuotatori respirano.
La ripresa dell’aria deve avvenire sempre distante dalle bocchette di mandata ed è opportuno che siano disposte griglie di ripresa sia nelle parti alte del volume interno, che ad altezza pavimento per aspirare le sostanze chimiche indesiderate. Se ci sono tribune, è bene dotarle di ulteriori griglie di ripresa, ma non di bocchette di mandata che renderebbero ancora più calda la zona in cui le persone stanno vestite.
Non basta poi affidarsi solo alle porte per far sì che l’aria del piano vasca non passi in spogliatoio e da qui alle altre zone dell’impianto, serve regolare anche lo stato di depressione tra i diversi ambienti. Espellendo verso l’esterno del piano vasca più aria di quella che si immette, la sua aria tenderà a non invadere gli spogliatoi, che a loro volta dovranno essere regolati per non espandere la loro aria alle altre zone a temperatura più bassa.

Con tutto ciò che è prescritto in merito ad acqua e aria si dovrebbe riuscire ad avere un impianto funzionante, ma si tratta di caratteristiche necessarie che potrebbero quasi rientrare nella firmitas dell’impianto natatorio, cioè nel dare per scontato che se una persona va a nuotare l’acqua è decente, l’aria pure, l'igiene non manca e l’impianto non gli crolla addosso, ma utilitas e venustas devono ancora arrivare.
La qualità del manufatto dipenderà in buona parte dall’organizzazione dei percorsi, che abbiamo visto essere particolarmente importanti e chiaramente dalle soluzioni formali che l'architetto riuscirà a porre in essere seguendo prescrizioni sì dettagliate, ma che non sono numeri. Per questo abbiamo collezionato vari spunti progettuali fra i disegni cad in download, nei link delle immagini e negli ulteriori riferimenti.

Immagine di copertina tratta da sporteimpianti.it

Riferimenti 
  • Il nuovissimo manuale dell'architetto; Mancosu Editore; Prima edizione (1 settembre 2019); a cura di Carlo Mancosu, Luca Zevi, Bruno Zevi; pagg. B 109, B 168-178, 
  • Norme CONI per l'impiantistica sportiva - Approvate con deliberazione del Consiglio Nazionale del CONI n. 1379 del 25 giugno 2008 - https://www.federnuoto.it/home/federazione/settore-impianti/normative/norme-coni.html
  • https://www.coni.it/images/impiantistica/Norme_regolamenti/DM_18.3.96.pdf
  • https://www.swimmingpool.eu/it/consigli/11526-norma-uni-10637
  • http://www.ciaumbria.it/attachments/article/92/UNI10637%202015.pdf
  • https://www.eurospapoolnews.com/actualites_piscines_spas-it/64452-piscina,pubblica,norma,uni10637,gl11,circolazione,filtrazione,disinfezione,trattamento,chimico,acqua.htm
  • https://www.professioneacqua.it/la-uni-10637-va-in-revisione/
  • http://acqua-spa.it/la_piscina/tipologiamodellipiscine.html
  • https://www.sporteimpianti.it/wp-content/uploads/2019/07/WHO-guidelines.pdf
  • https://www.studiotermotecnicotrovato.it/blog-hvac/hvac-piscine-coperte/
  • https://www.archilovers.com/projects/116434/piscina-comunale-a-taggia.html
  • https://www.archilovers.com/projects/79659/piscina-comunale-sant-arsenio.html
  • https://www.theplan.it/architettura/piscine-dello-stadio-terni
  • http://www.vg-hortus.it/index.php?option=com_content&view=article&id=678:una-piscina-pubblica-nella-periferia-romana&catid=1:opere&Itemid=2
  • http://www.passalevaassociati.it/portfolio/piscina-olimpionica-calenzano/
  • http://www.spagnolcostruzioni.it/ampliamento-piscina-comunale-cordenons-pn/
  • https://www.ispastrutture.it/referenza/copertura-piscina-carmen-longo/
    
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