Francesca Troiano 30 giu 2020 approfondimento 0 commenti

Creare un giardino verticale o Vertical Planting, significa utilizzare lo spazio per l’impianto delle specie vegetali, che siano essi da coltivo, da schermatura, da protezione contro gli sbalzi termici o acustici, oppure per il semplice abbellimento di uno spazio.

Fin dall’antichità la costruzione del giardino anche in senso verticale è ben nota. Basti pensare alle piante di vite ed edera dell’antica Roma fatte arrampicare sulle pergole.

Nell’evoluzione del concetto moderno di verde verticale si identificano molteplici sfaccettature.


VEGETAZIONE ALL’ESTERNO

L’utilizzo della vegetazione all’esterno come superficie verticale, utilizzata molto spesso nelle facciate degli edifici fa di esso un “materiale” dell'architettura, capovolgendo il concetto stesso di pianta.

L’integrazione e l’uso unificato della parte verde con l'edificio introduce il tema del microclima; difatti gli effetti di mitigazione atmosferica e l’utilizzo razionale dell’energia contribuiscono al miglioramento della qualità dell’aria.

Il giardino verticale, in questo modo, diventa un involucro vegetale configurandosi come una vera e propria architettura.

L’utilizzo della tipologia di pianta che può essere ricadente o rampicante e della padronanza del sistema vegetale nelle sue forme e trasformazioni nel tempo, identificano la buona riuscita del progetto stesso.

Un esempio emblematico è quello di Patrick Blanc, che da oltre 20 anni sperimenta e crea giardini verticali.

Il suo diventa quasi un “virtuosismo tecnico-botanico” che unisce i principi della coltura idroponica senza terreno, utilizzando come supporto per la crescita un tessuto di feltro costantemente umido, ad un sistema di irrigazione con cicli differenziati a seconda della stagione, inverno (minore apporto) oppure estate (maggiore apporto).

Il sistema idrico assicura inoltre alla pianta i corretti apporti di sostanze nutritive utili per la crescita e sviluppo della pianta.
La scelta delle piante per questa tipologia di strutture è ottimale per quelle provenienti da Europa e America del Nord selezionando quelle che crescono naturalmente in cascate e grotte.

Blanc utilizza inoltre piante come salici, iris, gelsomini, euforbie disposte in posizione policroma e al variare di colorazione sia per le fioriture che per comportamento fogliare, la cui densità può essere anche di 30 unità per mq.


PRIMA 


DOPO


SOSTEGNO

Le strutture per il sostegno della pianta che si possono trovare in commercio sono le più svariate, ormai sono in grado di coprire ogni nostra esigenza.

Il treillage che incarna la tradizione dei giardini a matrice più classica, diventa in quelli moderni, un sistema di ancoraggio dalle molteplici combinazioni e tipologie di materiali differenti.

In alcuni casi diventano anche la seconda facciata dell’edificio e si configurano come elementi mimetici; i cavi in acciaio inox possono intrecciarsi a maglia rettangolare o quadrata, staccati dalla parete dell'edificio per assicurare una corretta aerazione necessaria per una crescita sana della pianta.
Il limite di queste configurazioni è la crescita in altezza della pianta che può essere massimo si 24 m e comunque varia a seconda delle specie.
 

Efficienza energetica degli edifici

Uno dei punti forti della progettazione di una parete verticale, è il vantaggio di ricoprire interamente la parete con del verde,  migliorandone la sostenibilità ambientale per l’edificio stesso e per il comfort al suo interno.
Il progetto deve integrare al contempo sia la sua conformazione nello spazio urbano entro il quale è inserito per conto delle nuove superfici e forme vegetali preposte.

Le proposte incarnano i possibili scenari di conformazione delle nuove aree urbane riqualificate con climi temperati come quelli del sud Europa, oppure uno studio avanzato sulla configurazione in base alla flora autoctona.

Oltre i criteri tecnici per la realizzazione del supporto bisogna tener conto della corretta aerazione e relativo orientamento della struttura e dell'esposizione che potrebbero veicolare delle scelte obbligatorie nella progettazione.

Nell’individuazione degli interventi di mitigazione, in base alle funzioni delle stanze degli edifici, si può incominciare dalla valutazione per il miglioramento del comfort per le porzioni di edificio esposte sull’asse est-ovest.

L’aumento della temperatura, specialmente nei mesi estivi, è dato dall’accumulo di calore per inerzia termica dei materiali, la riflessione dei materiali, l'effetto serra per quanto riguarda le vetrate esposte direttamente all’esposizione del sole e la dispersione all’esterno del calore delle macchine degli impianti di condizionamento, queste sono le cause dell’inasprimento del clima attuale.

Per la risoluzione del problema, la tematica della sostenibilità svolge un ruolo importante per l’adattamento al contesto e miglioramento della situazione attuale.

In questo contesto la Biofilia offre delle valide soluzioni per la tematica in questione.

Al contempo anche nella storia antica della città e del suo sviluppo possiamo trovare moltissime tracce del legame stretto tra natura e città, a partire dalla struttura del giardino e funzione stessa di esso anche ad uso da coltivo; arrivando così al 1400 ed al concetto avanzato di giardino come prolungamento della residenza muraria.

La concezione del progetto di giardino verticale può assumere anche una valenza estetica. In questo contesto ci affacciamo alla nuova concezione del giardino del 900, anche come teatro di sperimentazione estetica e controllo tecnico.

Il progetto MFO Park dall’ architetto Burckhardt e dal paesaggista Raderschallpartner. è uno dei progetti più significativi contemporanei per quanto riguarda l’architettura del verde.

Il sito interessato è un’area dismessa delle officine Oerlikon a Zurigo (Svizzera) convertito in parco pubblico, ridefinendo al contempo il concetto stesso di città giardino integrandosi in essa sia in maniera formale che in termini di recupero della memoria storica.

Lo spazio si configura con una struttura a griglia lunga 100 m ed alta 17 m, che ricalca l'ingombro della sagoma del preesistente edificio.

  

 

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