L'Ingegneria Naturalistica è una disciplina tecnico-scientifica che studia le modalità di utilizzo, come materiale da costruzione, del materiale vegetale vivo (piante o parti di esse) in abbinamento con altri materiali inerti non cementizi quali il pietrame, la terra, il legname, l'acciaio, nonché in unione con stuoie in fibre vegetali o sintetiche.

L'ambito storico di applicazione di tale disciplina è la prevenzione del dissesto idrogeologico e quindi la materia trova ampia applicazione nelle operazioni di consolidamento, stabilizzazione, idraulica, drenaggio e rinaturalizzazione dei terreni in un'ottica di protezione dall'erosione, di sviluppo di ambienti naturali, nonché di salvaguardia del paesaggio e di mitigazione dell'impatto ambientale al fine anche del reinserimento di luoghi e di infrastrutture.




Quando si affronta un'operazione di Ingegneria Naturalistica, ci sono alcuni elementi ricorrenti che vengono utilizzati, che si differenziano dagli interventi più tradizionali.

Si comincia con l'analisi delle caratteristiche topografiche, climatiche di ogni superficie oggetto di intervento, viene poi esaminato il suolo in relazione alle caratteristiche chimiche, fisiche ed idrologiche, e geomorfologiche; segue una fase di studio floristico e vegetativo, facendo attenzione all'eventuale presenza di specie botaniche e sementi rari, e valutando anche le caratteristiche biotecniche delle specie stesse, la loro capacità e velocità di crescita, di adattamento all'ambiente, e anche all’eventuale reperibilità sul mercato.

Si passa poi a valutazioni di eventuali presenze di infrastrutture esistenti. Dopo questa prima analisi si arriva allo studio dell'utilizzo dei nuovi materiali che verranno utilizzati, con la relativa selezione delle specie vegetali da usare ed eventuali trapianti di zolle erbose. Quindi si valuta il tipo di reinserimento ambientale e naturalistico, cercando di migliorare l'area mascherando gli elementi artificiali dell’opera.

Tra i vantaggi dei metodi usati dall' Ingegneria Naturalistica ci sono ........LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>
 



Fonti e Link utili:
http://www.isprambiente.gov.it/it
   Interventi idraulici ittiocompatibili - linee-guida (25.2 Mb)
 

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