Il Glass pavillon (in italiano Padiglione di vetro) fu costruito nel 1914 su progetto di Bruno Taut, in occasione dell'Esposizione del Deutscher Werkbund di Colonia.
Importantissimo capitolo dell'architettura non solo tautiana, bensì novecentesca, il Glaspavillon fu eretto a Colonia, nella regione della Ruhr, nel 1914 in occasione dell'esposizione del Deutscher Werkbund, esposizione tedesca finalizzata a «nobilitare il lavoro industriale» nel tentativo di estinguere la cesura presente tra l'architettura e le arti applicate mediante la realizzazione di edifici dalle spiccate qualità artigianali.

A lavorare al progetto vi furono Bruno Taut, all'epoca un architetto semisconosciuto di trentaquattro anni, e Franz Hoffmann: entrambi eressero il Padiglione a spese proprie, senza l'invito dei patriarchi e degli organizzatori ufficiali del Werkbund, in una zona marginale dell'esposizione (Taut ne parlò nei termini di «un luogo anonimo, fuori e lontano dai portali di ingresso dell'esposizione vera e propria ... con i quali l'esposizione, nella sua serietà, precludeva ogni contatto tra sé e quell'oggetto dissacrante; nelle immediate vicinanze del parco dei divertimenti»). Presso il Deutscher Werkbund, infatti, si coagularono gli ingegni architettonici più fervidi d'Europa: basti pensare a nomi come Theodor Fischer, Peter Behrens, Henry van de Velde, Josef Hoffmann, Walter Gropius. Al pathos guglielmino degli altri padiglioni, o al loro algido rigore, Taut oppose tuttavia una struttura dominata dal vetro, che egli considerava per le sue sfolgoranti potenzialità il materiale costruttivo del futuro. ....Wikipedia....>>
 
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