Il palazzo è un capolavoro di architettura contemporanea che si inserisce sapientemente nel tessuto storico della città antica e che incarna perfettamente l’interesse dell’artista per la dimensione umana, la cura dei dettagli e l’amore per i materiali.
Nel 1973 la Banca Popolare di Verona affidò a Carlo Scarpa la sistemazione della sede centrale dell’istituto di credito in piazza Nogara a Verona, con l’obiettivo di accorpare alcuni edifici già esistenti e ristrutturarli.
Scarpa lavora a questo progetto dal 1973 al '78. Quando muore, nel novembre del 1978, il progetto era già eseguito al grezzo in tutte le sue parti e le due facciate erano completamente concluse. I lavori vennero ultimati nel 1981 dagli architetti Arrigo Rudi e Valter Rossetto e dall'ingegner Renato Scarazzai, sulla scorta di disegni di dettaglio, di appunti di lavoro, di indicazioni esecutive dello stesso Scarpa.

L'intervento era difficile soprattutto dal punto di vista planimetrico e il nuovo progetto doveva congiungere la sede centrale della banca a un anonimo edificio residenziale degli anni Cinquanta. Più che alla funzione bancaria, Scarpa ha pensato a un edificio in linea con il centro storico cittadino, tenendo in considerazione che la piazza era anonima, con edifici di nessuna qualità architettonica. Disegna la facciata della sede bancaria seguendo la tradizionale scansione del palazzo rinascimentale, con zoccolo di pietra, due ordini e marcapiano. Il tema compositivo è costituito dalle finestre che sono circolari, ma costruite mediante l'accostamento di due ellissi distanziate da 11 centimetri. Ad esse, si alternano aperture rettangolari che risaltano sull'intonaco.
L'ultimo piano è alleggerito da una vetrata a nastro, ritmata da colonnine binate in acciaio e conclusa da un cornicione in pietra sagomato a gradini: è una particolare decorazione architettonica di derivazione indiana, ma non mancano echi delle Arche scaligere.
Coppie di colonne, disposte secondo un particolare ritmo, costituiscono la struttura portante. Ma il genio di Scarpa non è evidente solo nella facciata: gli interni sono molto funzionali e, nello stesso tempo, eleganti e raffinati. In particolare, bellissimo è il collegamento aereo in rame tra i palazzi di piazza Nogara e quello sul retro.
Insomma, un capolavoro di architettura funzionale, ma di grande pregio artistico.
Fonte del testo: https://www.larena.it
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