Cintura verde per Madrid

El Bosque Metropolitano (la Foresta Metropolitana)

Cintura verde per Madrid

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Architettura del verde

Pubblicato il

29 Giugno 2023

Non solo un bosco intorno alla città, ma area verde, luogo di recupero ecologico e sociale, spazio per dare ampio respiro alla vita e al futuro di una grande capitale.

Come in ogni parte d’Europa anche a Madrid si stanno sviluppando progetti che puntano a ristabilire equilibri ecologici della città, arrestando l’avanzare del cemento e creando aree verdi, rigenerando spazi urbani in senso sostenibile, economico, sociale e ambientale. La capitale spagnola fa i conti con gli effetti devastanti della massiccia edificazione che ha generato una grande bolla immobiliare e punta, pertanto, a un grande piano d’azione dal nome evocativo, Madrid 360° e, proprio come un anello che la circonda e protegge, si sta progettano una grande cintura verde attorno alla città, il cosiddetto “El Bosque Metropolitano”, perché, nonostante la dotazione di verde urbano pro-capite sia di circa 23 mq, il verde è concentrato nella zona nord-ovest con El Retiro e Casa de Campo.

Con i 600 ettari, un anello lungo 75 chilometri e 75 milioni di euro, questo grande progetto prevede di assorbire molto del rumore e del biossido di carbono prodotto dal frenetico traffico cittadino, con un tempo previsto per il completamento di dodici anni. Per l’avvio del progetto sono stati già stanziati oltre quattro milioni di euro, mentre il costo complessivo dovrebbe arrivare a settantacinque milioni.

Cintura verde per Madrid. Non solo un bosco intorno alla città, ma area verde, luogo di recupero ecologico e sociale.

Il progetto migliorerà le condizioni ambientali della città, rispettando gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile e Agenda 2030, incorporando nuove strutture che favoriranno lo sviluppo di abitudini sane, mentre l’anello di verde urbano dovrà costituire una barriera contro la desertificazione, favorendo il riequilibrio territoriale.

Tra i punti fermi del progetto ci sono il riutilizzo di alberi e arbusti autoctoni e la diffusione del verde senza interruzioni. Non sono previste fratture del verde che possano essere generate dalle infrastrutture come ponti e viadotti, perché questi dovranno essere percorsi verdi, con alberi e arbusti tipici della macchia naturale del territorio come: lecci, corbezzoli, pini, pioppi, frassini, olmi, salici, ulivi selvatici, oleandri, ginestre, timo, biancospino, ecc. Gli “ecodotti”, ponti verdi, consentiranno il passaggio della fauna selvatica. Dopo i primi centomila alberi, alla fine, si arriverà a quattrocentocinquantamila piante che fungeranno da polmone verde e ciò aiuterà a prevenire alluvioni, a mitigare il torrido clima estivo e quello freddo dell’inverno.

Il progetto prevede la realizzazione di cinque lotti, partendo dall’asse del Manzanarre. Seguiranno Valdebebas e il quartiere fieristico, Vallecas e la collina di Herradura, poi Mercamadrid e Butarque, per finire con Getafe, Leganés e Alcorcón. Alternando parchi, percorsi pedonali e ciclabili, verde attrezzato per attività sportive e aree per cani, il verde favorirà la socialità, con spazi di aggregazione e per lo svago. Secondo le intenzioni dell’amministrazione di Madrid, si tratterà della più grande infrastruttura verde costruita in Europa nel prossimo decennio. Il progetto parte dall’Ufficio del Vice Sindaco, coinvolgendo molti attori del territorio e i vari settori dell’amministrazione cittadina, come quello dell’Ambiente, della Mobilità, dell’Economia.

La foresta urbana punta a rafforzare l’unione tra varie aree in cui, specialmente lungo i corsi dei fiumi, si sono formati boschetti, zone umide e lagune, dove albergano molte specie tipiche della fauna selvatica, come il nibbio reale, l’aquila reale imperiale iberica, la malvasia dalla testa bianca e l’airone imperiale.

La Foresta Metropolitana, anello di verde attorno alla città, rafforzerà l’unione tra varie parti periferiche della città, le salvaguarderà dalla speculazione edilizia, consentirà di recuperare discariche e punterà a creare un corridoio ecologico per la fauna selvatica. Le parti degradate e restituite alla natura avranno piante che, oltre a mimetizzarsi nell’ambiente, richiederanno poche cure per la loro manutenzione. Sono compresi in questo progetto orti urbani e attività sociali, un centro di economia circolare e una scuola di mestieri. Insomma non sarà solo un bosco intorno alla città, ma qualcosa di più articolato: area verde, luogo di recupero ecologico e sociale, spazio per dare ampio respiro alla vita e al futuro di una grande capitale.

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