Giardino giapponese: uomo e natura zen

Natura sostenibilità e cura per il dettaglio

Giardino giapponese: uomo e natura zen

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Giardini

Pubblicato il

11 Marzo 2024

Il giardino giapponese, rappresenta l’esempio concreto della fusione tra l’aspetto antropizzato e la natura. Si tratta di uno spazio progettato con qualità ed armonia, il quale vanta un’antica tradizione degna di nota.
Infatti, la straordinarietà del Giappone consiste nella capacità di garantire alti standard qualitativi in tutto ciò che l’uomo crea.

Dagli oggetti di uso quotidiano ai manufatti architettonici, la maestria e la cura per i dettagli sono unici.

Così come per l’architettura, i progettisti concepiscono lo spazio urbano green come un ambiente zen a misura d’uomo, concepito per inserirsi con coerenza nel contesto, nel pieno rispetto della natura.

Vediamo allora in questo piccolo viaggio in Giappone, come arte e giardino siano in grado di diventare un perfetto connubio di sacro e profano.

Simbolo di una cultura radicata, le caratteristiche della quale si manifestano in ogni sua tipologia, il giardino giapponese si presenta in modo molto diverso da quello diffuso in occidente.
Le origini di tali spazi verdi, da sempre progettati con cura e dedizione, risalgono ai secoli VI-VII secolo, durante i quali si sviluppò il periodo Asuka, contraddistinto dai floridi scambi con la Cina.
Proprio dalla Cina, giunsero le prime tecniche costruttive che influenzarono l’arte del giardino giapponese.

Nel successivo periodo Heian (VIII-XXII secolo), iniziarono a diffondersi stili nuovi e più autoctoni che si servivano di elementi tipici della tradizione del Giappone.
Infine, è con il periodo Edo che l’arte del giardino giapponese si arricchisce attraverso l’inserimento di elementi provenienti dalla natura: specchi d’acqua, ponti di pietra e colline verdi da cui ammirare il paesaggio circostante.

In Giappone la meditazione è un’importante componente della vita quotidiana. Per questo motivo, il giardino viene progettato per essere uno spazio zen adatto a praticarla, dove mente e corpo possano trovare ristoro.
A tal fine, è prassi studiare nel dettaglio ogni elemento che costituisce l’ambiente verde ed inserirlo nell’insieme con una specifica funzione ed un significato simbolico.
A prevalere sono le forme sinuose, i contrasti dimensionali e di sagoma, gli elementi naturali e l’essenzialità.

Uno degli aspetti che caratterizza il giardino nipponico è l’assoluto rispetto per l’ambiente e la natura. Tale tipicità si manifesta con l’utilizzo di tecniche sostenibili e materiali al 100% ecocompatibili.
Per citarne alcuni, pergole e arredi in legno, aiuole con sassi, soluzioni contenitive in pietra, sistemi di protezione in legno e corda.
Tutto è ecologico e non esiste alcun materiale plastico o che non sia riciclabile.

Nonostante le differenti tipologie, il giardino in Giappone, è complessivamente concepito per includere sempre al suo interno quattro elementi naturali ritenuti fondamentali sin dalle origini.
Vediamo quali sono.

Si tratta del primo dei quattro elementi della natura, fondamentali del giardino giapponese e, oltre ad essere sempre presente, ha un doppio significato, simbolico e funzionale.
Infatti, sin dalle origini, il mondo nipponico considerava la roccia una componente sacra, legata alla divinità.
Oggi, i giardini con sassi sfruttano le rocce per comporre percorsi, ponti, spazi di sosta ed anche per costruire simboliche montagne e isole.

Con l’obiettivo di costituire tali componenti paesaggistiche, si procede con cura alla scelta delle pietre, analizzandone le dimensioni, la silhouette ed i colori, scelti prevalentemente nei toni scuri.
Si prediligono le forme irregolari e le imperfezioni, segno tangibile dell’autenticità di tale elemento naturale.
Regola essenziale è quella di disporre i sassi in modo asimmetrico ma formando un insieme armonico, così da trasmettere l’idea di un’azione naturale e casuale.

Non sempre presente, talvolta a causa del mancato approvvigionamento, l’acqua è però considerata un elemento imprescindibile dal giardino.
Per questo motivo, i progettisti giapponesi hanno introdotto i “karesansui”, giardini dove non è presente materialmente l’acqua ma l’idea della stessa, fornita attraverso l’uso di altri elementi.
Ne sono un esempio i percorsi di ghiaia che riproducono l’andamento dei fiumi e le sponde rocciose che emulano le cascate d’acqua.
Qualora sia disponibile, l’acqua è presente nei laghi artificiali aventi dimensioni variabili, attorno ai quali si distribuiscono sentieri e colline dalle quali godere di innumerevoli punti di osservazione.

Elementi del giardino giapponese: acqua
Addetti alla pulizia degli specchi d’acqua nel giardino di Kenroku-en a Kanazawa – Foto © Chiara Del Core

Richiede una costante e minuziosa manutenzione da parte dell’uomo per poter essere sempre impeccabile.
Infatti, è considerevole come quante persone siano addette alla gestione dei prati, dei corsi d’acqua e della vegetazione, al fine di preservare costantemente la bellezza e l’unicità della natura.
A seconda della stagione, la vegetazione veste il giardino giapponese di un aspetto e di colori differenti, rendendolo sempre affascinante.
In autunno l’arancione prevale e scalda l’atmosfera, in inverno il bianco della neve rende il giardino ancora più introspettivo e sacro, un vero luogo zen.
In primavera invece, esplode il colore con la fioritura dei ciliegi e in estate il verde delle piante rinfresca e purifica l’aria circostante, trasmettendo un senso di pace e di sollievo.

Elementi del giardino giapponese: vegetazione
Addetti alla cura del prato e delle aiuole verdi – Foto © Chiara Del Core

Abbiamo visto come gli elementi naturali rivestano una funzione molto importante in questo tipo di ambiente, sia dal punto di vista spirituale che da quello pratico.

Tuttavia, non si tratta dell’unica componente, poiché a completare lo spazio verde concorrono una serie di elementi paesaggistici, creati dalla mano dell’uomo ma sempre nel pieno rispetto della natura.
Ne sono un esempio i tempietti, le lanterne, le case del tè, le casette per gli uccellini e molti altri artifizi impiegati per fini specifici.
Qualora si visiti uno dei celebri giardini situati in Giappone, sarà usuale osservare le lanterne in pietra. Introdotte con la cerimonia del tè, rappresentavano tappe essenziali lungo il percorso che conduceva alla casa del tè. Talvolta, questi ornamenti assumono le sembianze di veri e propri mausolei, strettamente legati alla religione buddista.

Uno degli aspetti immancabili del giardino giapponese è il rapporto tra uomo e natura che viene recuperato attraverso la contemplazione. Grazie alla concezione del giardino come “spazio zen”, a prevalere sono il silenzio e la sacralità.
Infatti, si tratta di ambienti concepiti per essere veri e propri percorsi sensoriali, in grado di offrire un’immersione nella natura. Gli unici suoni ad interrompere il silenzio sono quelli dello scorrere dell’acqua e del fruscio delle foglie rigogliose.

Inoltre, si presta massima attenzione allo sfruttamento dello spazio con l’obiettivo di farlo sembrare più grande di quanto sia veramente.
A tal fine, spesso si costruiscono piccoli ponti dai quali godere di viste prospettiche sul contesto o percorsi che prendono direzioni differenti e repentine. Entrambe le soluzioni infatti, contribuiscono ad avere la percezione di aree più vaste e variegate.

Per visionare un esempio di giardino giapponese in Italia e nello specifico a Roma clicca qui

Questo giardino, situato nella prefettura di Okayama, risale al 1700 e rappresenta uno dei pochi esempi di luogo storico naturale. Infatti, conserva ed offre ai visitatori una collezione di dipinti appartenenti al periodo Edo.
Il parco, sorse come giardino nobiliare per poi diventare di dominio pubblico. Distrutto a causa di un bombardamento aereo su Okayama durante la Guerra del Pacifico, venne ricostruito in modo puntuale grazie ai documenti conservati nell’archivio Ikeda.
Dalla duplice valenza, storica ed estetica, è annoverato tra i tre giardini di maggior pregio di tutto il Giappone.

Collocato lungo la sponda del fiume Asahi, è caratterizzato da una conformazione curvilinea ed è circondato da una rigogliosa fascia verde che si estende lungo tutto il suo perimetro.

Nel corso della storia è stato oggetto di continui “restauri” che hanno portato all’inserimento di numerosi edifici perimetrali e di boschetti e laghi artificiali, distribuiti nella zona centrale e creati per arricchire la visuale.

Il giardino, fatto costruire dal feudatario giapponese Ikeda Tsunamasa, diventò luogo di svago per i nobili che potevano così trascorrere il tempo libero a contatto con la natura.
Oggi, a comporre il parco, concorrono tre laghi aventi forme sinuose e il più ampio dei quali si trova in posizione centrale. Lungo i bordi sono distribuiti alcuni edifici di differente dimensione e circondati da folta vegetazione.
Una collina si innalza al centro del giardino: una volta giunti sulla sommità è possibile beneficiare di una vista complessiva del parco e delle sue bellezze paesaggistiche.
In posizione speculare, lungo la riva del fiume Asahi, si trova il Castello di Okayama, il quale è stato oggetto di restauro nella metà del 1900.

È uno dei giardini di maggior pregio in Giappone, risalente al periodo Edo (1603-1868) e situato nella prefettura di Ishikawa, anche celebre come il “giardino dei sei elementi”.
Infatti, per il progetto si presero in considerazione sei aspetti: spaziosità, solitudine, artificio, antichità, corsi d’acqua e panorami.

Originariamente venne concepito come giardino giapponese che circondava il castello di Kanazawa e solo in seguito fu oggetto di continui rifacimenti ed addizioni, fino a diventare oggi uno splendido complesso dalla natura molto articolata.

Vediamo ora quali sono gli elementi artificiali del parco:

  • cascata Midori-taki: ad immagine fedele di quelle naturali, confluisce nello stagno sul quale si sviluppa;
  • casa da tè Yugao-tei: caratterizzata da un grande edificio, è stata costruita a metà del 1700;
  • casa da tè uchihashi-tei: costruita totalmente in legno, una porzione di essa risulta sospesa sull’acqua;
  • lanterna Kotojitoro: dalle dimensioni generose, questa lanterna si trova lungo lo stagno Kasumigaike, caratterizzato da una fontana avente un getto d’acqua alto 3,5 mt. È un classico esempio di fusione tra artificio e acqua;
  • memoriale di guerra Meiji Memorial: lungo il perimetro del giardino, ci si imbatte in questa imponente statua di bronzo, omaggio alle gesta eroiche del Principe Yamato Takero.
Giardino Kenroku-en a Kanazawa: Meiji Memorial
Meiji Memorial – Foto © Chiara Del Core

Una particolarità che contraddistingue questo giardino è rappresentata dall’aspetto che lo stesso assume durante la stagione invernale.
A tal proposito, il pino Karasaki-no-matsu è l’arbusto più maestoso e celebre del giardino. Al fine di proteggere i rami dalla neve durante la stagione invernale, i giardinieri iniziarono a montare lo “yukizuri”, un sistema protettivo tradizionale giapponese.

Composta interamente da corde, la struttura ha una forma conica e si erge sull’intero sviluppo dell’albero.
Si parte dal piantare i pali in bamboo di sezione medio-grande, dai quali si tendono le corde che proteggono i rami dal peso della neve e dal conseguente cedimento che porterebbe alla rottura degli stessi. Oltre ad essere un sistema funzionale e molto affascinante da vedere nel giardino giapponese, lo yukizuri rappresenta uno stratagemma per proteggere la natura nel pieno rispetto della stessa. Infatti, tale soluzione si serve di materiali 100% ecocompatibili. Talvolta, in inverno, le corde vengono illuminate e la sera si ricrea uno spettacolare scenario composto da installazioni che spiccano nel paesaggio innevato.

Infine, è importante puntualizzare come le strutture vengano progettate a seconda del tipo di albero da proteggere. Le dimensioni e la tipologia di elementi che le compongono variano secondo la necessità puntuale, nell’ottica di plasmarsi come un elemento ausiliario e non estraneo all’albero.

Così come i sistemi di protezione dalla neve per i rami degli alberi, vi sono numerose soluzioni finalizzate a preservare la varietà vegetale della natura dei giardini giapponesi. Uno dei principali obiettivi è quello di rendere gli stessi, microcosmi progettati a misura d’uomo con un impatto ambientale pari a zero.
Ne sono un esempio i sostegni per le grandi specie arboree che con il trascorrere del tempo rischiano di morire.
Infatti, nel percorrere i parchi urbani, è usuale osservare come, grazie alla sensibilità nutrita nei confronti dell’ecosistema, gli alberi non vengono abbattuti o protetti con l’ausilio di sistemi impattanti. Infatti, vengono utilizzate solo misure che si plasmano con l’ambiente naturale.

Sostegni naturali alberi
Sostegni per arbusti di grandi dimensioni – Foto © Chiara Del Core

Anche l’arredo, i camminamenti, le recinzioni e i sistemi per lo scolo delle acque sono tutti in legno e pietra e non fanno uso di materiali non riciclabili.

Giappone e arredo sostenibile
Sedute e recinzioni basse in legno
Foto © Chiara Del Core
Giappone e sistemi sostenibili per il deflusso delle acque
Canalina di scolo e tombino in pietra
Foto © Chiara Del Core

Per approfondire il tema delle tecnologie sostenibili e dell’ingegneria naturalistica clicca qui

Se si ha in programma un viaggio nel Paese del Sol Levante, una visita al giardino giapponese è fondamentale per immergersi nella tradizione e conoscerne, non solo le tecniche progettuali, ma anche il valore spirituale di questi luoghi e il senso di pace che gli stessi sono in grado di trasmettere.  

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