Chiara Del Core 10 feb 2021 Design 0 commenti

La panchina e l’innovazione

Oggi sul mercato sono presenti numerose soluzioni che differenziano le panchine per forma, dimensione, materiale e servizi integrati. Si va dalle classiche sedute rettangolari, in pietra, a quelle dalle sagome diversificate e talvolta molto originali. La panchina può essere dotata di schienale, luci integrate e dispositivi studiati per offrire al cittadino sempre più funzionalità legate alle esigenze del momento. A tal proposito, il settore dell’arredo urbano è in costante crescita e la progettazione è sempre più orientata verso prodotti “intelligenti” che garantiscono una connessione costante e una condivisione di dati e di informazioni utili all’utenza.

Un esempio concreto di questa tendenza è rappresentato dalle “panchine smart” in grado di sfruttare le risorse rinnovabili, minimizzare i consumi ed ottimizzare le proprie prestazioni. Infatti, l’inserimento di film fotovoltaici sarà destinato a diventare prerogativa standard di ogni tipo di arredo: schienali e sedili diventano produttori di energia, grazie alla capacità di catturare i raggi solari e convertirli in energia necessaria ai servizi integrati o a quelli presenti nel contesto. Si tratta di panchine che offrono la possibilità di ricaricare i dispositivi mobili, raccolgono dati utili come la presenza degli utenti seduti o le condizioni meteo e quelle atmosferiche. Talvolta, i materiali che compongono questi tipi di arredo vengono scelti per essere autopulenti e facilitare così la loro manutenzione; ne è un esempio il titanio, in grado di distruggere la presenza di sostanze batteriche. In questo modo, grazie alla massimizzazione delle condizioni igienico-sanitarie, la salute degli utenti viene preservata, e tale prerogativa risulta essere molto importante, soprattutto in un momento di pandemia mondiale come quello corrente. Un’altra caratteristica da non trascurare è rappresentata dalla flessibilità delle panchine che, grazie alla modularità e alla variazione di sistemi integrati, possono essere progettate su misura a seconda della specifica necessità.
Secondo tali criteri, la panchina viene concepita come un elemento facente parte dell’ambiente circostante, che interagisce e collabora con le componenti del contesto, al fine di migliorarne il funzionamento. Si tratta della dimostrazione di come tale arredo oggi riesca a rendere lo scenario urbano contemporaneamente più pregevole, sicuro e sostenibile.

La panchina come manifestazione d’arte  

Risulta evidente come la panchina rivesta un importante ruolo all’interno del contesto urbano dal punto di vista funzionale, della sicurezza e dell’interazione sociale. Tuttavia, è importante precisare come le sedute vengano sfruttate anche per fini artistici ed estetici. Basti pensare alle panche del Parc Guell a Barcellona, diventate un simbolo di come architettura e design urbano possano essere un tutt’uno. Infatti, se le si osserva, materiali, forme e colori creano un continuum visivo con il contesto architettonico circostante. La forma sinuosa dei sedili e degli schienali delimita la terrazza dalla quale è possibile osservare la città dall’alto. Grazie alla loro forte caratterizzazione, le panchine spagnole oggi possono essere riconosciute in tutto il mondo.


Panchine sinuose del Parc Guell – Antoni gaudì, 1926

Un altro celebre esempio di come la panchina possa diventare iconica è rappresentato dalle “Big Benches”, panche giganti che hanno segnato la loro origine in territorio Piemontese e precisamente nelle Langhe. Nate dall’idea del designer americano Chris Bangle, vogliono essere un mezzo per rivivere lo stupore tipico dell’infanzia, osservando i panorami del territorio in cui vengono inserite. Oggi, dall’idea delle sedute fuori misura è nata un’organizzazione mondiale che si occupa del progetto di questi arredi-installazioni, capaci di attirare turisti e curiosi anche verso luoghi poco visitati prima.


Foto: www.unionemonregalese.it

Ma le panchine possono diventare strumento per trasmettere importanti messaggi sociali. È il caso delle panchine rosse, concepite come segni permanenti, volti a contrastare la violenza sulle donne. Si tratta di un’iniziativa che intende arrivare a tutti e portare ad una riflessione collettiva circa un problema purtroppo dilagante.


Parco Ruffini, Torino - Disegni dello street artist Karim Cherif
Foto: www.karimgraffiti.com

Insomma, non solo un semplice arredo urbano ma un elemento dell’immaginario collettivo ed una componente multifunzionale, indispensabile per la civiltà odierna.

 
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