"L'attenzione prestata a questa casa è il frutto delle considerazioni che ho svolto intorno al rapporto tra l'abitazione e l'ambiente circostante, che nel nostro caso, ad esempio, presenta i caratteri ambigui che gli derivano dal separare una zona urbana da una rurale. La casa si è adattata a questa ambiguità: da un lato essa si propone come una presenza urbana capace di disegnare un incrocio stradale ma, dall'altro, mira a riproporre elementi derivati dall'edilizia tradizionale rurale, accogliendo un loggiato e un belvedere sopraelevato. Da questo punto di vista quest'opera è molto diversa dalle mie case degli anni settanta, espressioni di problematiche ben più definite e, in fondo, limitate. L'aspetto interessante di questa nuova casa mi pare risieda proprio nella volontà che essa interpreta di cogliere e, se possibile, commentare le modificazioni subite dal nostro territorio, ove sempre più incerti divengono i confini tra l'urbano e il rurale".
Mario Botta, La ricerca negli anni '80, a cura di Peter Disch, Lugano, 1990

Il volume cubico della casa è scavato verticalmente sul prospetto sud da una profonda fenditura che si conclude nel lucernario di copertura e pone in luce, attraverso l'ampia vetrata, lo spazio di distribuzione interno. La facciata nord è segnata dal corpo cilindrico della scala che definisce l'asse organizzativo della casa: gli accessi porticati al piano terra, la zona giorno al primo piano e la zona notte al secondo. Mario Botta (Botta.ch)

Progetto: 1979  /  Costruzione: 1979-1980
Committente: Liliana e Domingo Sampietro
Area terreno: 600 mq  /  Superficie utile: 260 mq  /  Volume: 1100 mc
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