Padiglione Esprit Nouveau (foto esterni)
Un prototipo unico di abitazione razionale di Le Corbusier
Il Padiglione dell’Esprit Nouveau conservato a Bologna rappresenta la ricostruzione fedele di un celebre prototipo architettonico progettato nel 1924–1925 da Le Corbusier con la collaborazione di Pierre Jeanneret. L’edificio originario fu presentato a Parigi in occasione della Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes. Inoltre, venne concepito come manifestazione concreta delle teorie urbanistiche e abitative di Le Corbusier basate razionalità e funzionalità.
Un modello di abitazione standardizzata
Il padiglione viene concepito come modello di abitazione standardizzata destinata a essere replicata all’interno di complessi residenziali ampi. Il progetto si collegava alle ricerche urbanistiche di Le Corbusier. In queste ricerche la cellula abitativa costituiva l’unità elementare di un sistema urbano razionale af alta densità. Il padiglione doveva dimostrare la possibilità di conciliare la vita moderna con uno spazio domestico organizzato, efficiente e flessibile.
Vedi anche Il Padiglione Esprit Noveau (foto interni)
La ricostruzione del Padiglione Esprit Nouveau
Il padiglione fu demolito poco dopo la chiusura dell’esposizione nel 1926. L’edificio oggi visibile a Bologna venne ricostruito nel 1977 su iniziativa degli architetti Giuliano Gresleri, Glauco Gresleri e José Oubrerie, con la supervisione della Fondation Le Corbusier. La ricostruzione fu realizzata in occasione della partecipazione della Francia al Salone Internazionale dell’Edilizia (SAIE). Per questo intervento si utilizzò documentazione progettuale, disegni e fotografie d’epoca. Inserito nel contesto urbano del quartiere fieristico, il padiglione è considerato una testimonianza dell’influenza esercitata dalle teorie corbusiane sull’urbanistica del Novecento.