Torre di Pisa
Forma, inclinazione e storia di una costruzione unica
La Torre di Pisa, universalmente nota come Torre Pendente, si presenta come uno degli esempi più emblematici dell’architettura medievale italiana, non solo per la sua forma iconica ma anche per la complessa vicenda costruttiva che ne ha determinato l’aspetto attuale. La sua edificazione ebbe inizio nel 1173, nel contesto monumentale della Piazza dei Miracoli, come campanile della cattedrale, secondo un progetto attribuito tradizionalmente a Bonanno Pisano, sebbene la paternità resti oggetto di dibattito tra gli studiosi.
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L’inizio del cantiere e le problematiche del suolo
Fin dalle prime fasi, tuttavia, la costruzione fu segnata da un problema strutturale destinato a diventare la sua cifra distintiva: il cedimento del terreno su cui poggiano le fondazioni, costituito da strati argillosi e sabbiosi poco compatti. Questo fenomeno provocò una progressiva inclinazione già durante l’innalzamento dei primi ordini, determinando una lunga interruzione dei lavori. Proprio questa pausa, durata diversi decenni, consentì al terreno di assestarsi parzialmente, rendendo possibile la ripresa del cantiere nel XIII secolo.
Configurazione architettonica della struttura
Dal punto di vista architettonico, la torre si sviluppa come una struttura cilindrica articolata in più ordini sovrapposti di logge, caratterizzate da una sequenza regolare di arcate cieche alla base e gallerie colonnate ai livelli superiori. Questo ritmo modulare, tipico del romanico pisano, è ulteriormente enfatizzato dal rivestimento in marmo bianco, che conferisce all’edificio una particolare luminosità e una raffinata qualità plastica. Tuttavia, per compensare l’inclinazione crescente, i costruttori introdussero lievi correzioni nella verticalità degli ordini superiori, generando una sottile curvatura dell’asse che rivela un adattamento continuo alle condizioni statiche.
Completamento e definizione formale
All’interno, una scala elicoidale conduce alla cella campanaria sommitale, aggiunta nella fase finale dei lavori nel XIV secolo, completando così un processo costruttivo durato quasi due secoli. In questo senso, la torre non è il risultato di un progetto unitario, ma piuttosto l’esito di una serie di interventi successivi, ciascuno dei quali ha lasciato tracce leggibili nella struttura.
Infine, al di là della sua funzione originaria di campanile, la Torre di Pisa è divenuta nel tempo un simbolo universale, in cui l’anomalia strutturale si trasforma in valore identitario. Pertanto, essa rappresenta non solo una testimonianza della perizia tecnica delle maestranze medievali, ma anche un esempio significativo di come l’architettura possa nascere dall’interazione, talvolta problematica, tra progetto e contesto naturale.
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