Chiara Del Core 12 mar 2019 approfondimento 0 commenti
4. Ipotesi di LEED applicato al social housing
Attualmente la concreta applicazione del protocollo LEED riguarda per lo più realtà appartenential settore terziario o alle residenze private di piccole e medie dimensioni.
Cio' che ne risulta è la completa assenza di esempi di social housing certificati, fenomeno ascrivibile alla mancanza di una sezione LEED dedicata. Tuttavia è possibile ipotizzare un'estensione del protocollo cosicché esso possa essere applicato a realtà abitative alternative quali co-housing esocial housing.
 
      
 
A partire dall'analisi di un numero di casi studio “social” risulta che alcuni crediti e prerequisitipresenti nell'attuale protocollo verrebbero tenuti presenti più di altri e che gli stessi spessoaccomunano molti progetti.
In seguito vengono analizzati i prerequisiti fondamentali per una corretta applicazione del protocollo all'interno delle unità abitative di housing sociale; alcune soluzioni sono ipotizzate al fine dicontribuire ad una corretta progettazione con l'obiettivo di inserire coerentemente l'edificio nel contesto, mantenendo un particolare occhio di riguardo per l'aspetto sociale.
 
 
SS 4 : TRASPORTI ALTERNATIVI
 
Il primo prerequisito riguarda l'utilizzo del  trasporto alternativo alle automobili che potrebbe essere potenziato rendendo accessibili a tutti le fermate dell'autobus collocate nelle vicinanze dei social housing. Inoltre potrebbe risultare utile l'inserimento di pensiline per l'attesa del bus che siano interattive e che aiutino i fruitori a raggiungere le loro mete in maniera rapida e condivisa.
Infatti in un contesto dove la socializzazione viene posta in primo piano, l'idea di collegare la retedei bus con il car pooling più vicino, non solo risolverebbe il problema del traffico e dei ritardi dei mezzi pubblici, ma favorirebbe l'interazione tra individui nel rispetto dell'ambiente.
Altra soluzione intelligente potrebbe essere rappresentata dai parcheggi centralizzati interrati :
essi oltre a contenere un numero di auto minori, così da inquinare meno e spingere alla condivisionedei mezzi i coinquilini, collocandosi nel piano interrato non occupano spazio al piano di calpestioche può essere così sfruttato per servizi comuni e zone a verde.
Entrambe le scelte garantirebbero la diminuzione dell'inquinamento e la condivisione dei mezzi di trasporto, a favore del risparmio economico e dell'aumento della socializzazione.
 


Tabelle propositive tratte dalla Tesi di Laurea Magistrale di Chiara Del Core "Dal Cohousing al Social Housing: forme dell'abitare condiviso" - Rel. Alessandro Mazzotta, Eliana Perucca - Politecnico di Torino 
 
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