Monumento alla Partigiana Veneta
Architettura, scultura e acqua per una memoria senza retorica
Il Monumento alla Partigiana Veneta, noto anche per l’iscrizione “Venezia alla Partigiana”, è uno dei luoghi più intensi e meno retorici della memoria resistenziale veneziana. Si trova lungo la Riva dei Partigiani, ai Giardini della Biennale, in diretto contatto con la laguna, dove l’acqua diventa parte integrante dell’opera.
La scultura attuale è opera di Augusto Murer, artista e partigiano, che sceglie una rappresentazione radicale: il corpo senza vita di una donna, disteso, con le mani legate vicino al volto. Nessun gesto eroico, nessuna verticalità celebrativa. La Resistenza è evocata come sacrificio, violenza subita, perdita irreparabile.
Il monumento nasce da una vicenda complessa. Una prima Partigiana, realizzata nel 1957 in ceramica da Leoncillo Leonardi, fu distrutta nel 1961 da un attentato dinamitardo di matrice neofascista.
Dopo quell’atto, la città decide di ricostruire il monumento, affidando la scultura a Murer e la sistemazione architettonica a Carlo Scarpa.
L’intervento di Scarpa è essenziale e potentissimo. La statua non domina lo spazio, ma è collocata su una piattaforma ribassata, quasi alla quota dell’acqua. Attorno, una sequenza di pilastri in cemento con testate in pietra d’Istria emerge dalla laguna a diverse altezze, costruendo una soglia instabile tra terra e mare. La marea, il riflesso dell’acqua, il moto ondoso modificano continuamente la percezione dell’opera.
Il progetto prevedeva inizialmente anche una piattaforma galleggiante, poi abbandonata per problemi tecnici legati all’ambiente lagunare. Questo confronto diretto tra idea e realtà rende il monumento ancora più autentico: non un oggetto isolato, ma un dispositivo fragile, esposto al tempo, all’acqua e alla storia.
Il Monumento alla Partigiana Veneta è oggi un luogo silenzioso e potentissimo, dove architettura, scultura e paesaggio si fondono in una memoria non trionfale ma profondamente umana. Un’opera che chiede di essere osservata da vicino, lentamente, lasciando che siano l’acqua e il tempo a completarne il significato.
Dati principali
Opera: Monumento alla Partigiana Veneta
Iscrizione: “Venezia alla Partigiana”
Luogo: Riva dei Partigiani, Giardini della Biennale, Venezia
Scultura: Augusto Murer
Sistemazione architettonica: Carlo Scarpa
Prima versione (1957, distrutta): Leoncillo Leonardi
Cronologia: progetto scultoreo 1961; sistemazione Scarpa 1964–1969 ca.
Materiali: bronzo (scultura), cemento armato, pietra d’Istria, rame
Tipologia: monumento commemorativo all’aperto, integrato con la laguna
Stato di conservazione: discreto / con segni evidenti di esposizione all’ambiente marino
Fotografie scattate a giugno 2018