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Colosseo-Fori Imperiali: nuova stazione Metro C

Un museo sotterraneo nel cuore di Roma

Scendere nella nuova stazione della Metro C - Colosseo–Fori Imperiali non è un gesto banale. Non è solo l’accesso a una linea metropolitana, ma l’inizio di un viaggio verticale che attraversa secoli di storia. Gradino dopo gradino, la città contemporanea lascia spazio alla Roma antica, in un percorso dove infrastruttura, archeologia e architettura convivono nello stesso spazio.

La stazione, parte della Metro C, rappresenta uno degli interventi più complessi e significativi mai realizzati nel sottosuolo della capitale.

Metro C - Colosseo - Fori Imperiali. Fotografie © Archweb.com

Un luogo unico, sopra e sotto terra

Il posizionamento della stazione è straordinario: tra il Colosseo e i Fori Imperiali, nel punto forse più delicato dell’intero tessuto urbano romano. Costruire qui ha significato confrontarsi con una stratificazione storica continua, fitta, fragile.
Ogni metro scavato ha restituito tracce del passato: murature, pavimentazioni, infrastrutture antiche, testimonianze che raccontano l’evoluzione della città dall’età romana fino all’epoca moderna.

Il cantiere come luogo di scoperta

Il cantiere della stazione è stato, di fatto, un enorme scavo archeologico.
Ogni fase di scavo è stata costantemente monitorata, ogni reperto documentato, studiato e restaurato. Il cantiere si è così trasformato in un vero laboratorio scientifico, dove ricerca archeologica e progettazione architettonica hanno proceduto in parallelo, influenzandosi reciprocamente.
Le indagini hanno portato alla luce:

  • strutture di epoca imperiale
  • resti medievali e rinascimentali
  • livelli pavimentali e percorsi antichi riconducibili a tracciati viari
  • sistemi idraulici e murature sovrapposte

Questo ha imposto una progettazione in costante evoluzione, dove archeologi, ingegneri e architetti hanno lavorato fianco a fianco. Molte scelte sono state prese “in corsa”, adattando il progetto alle scoperte, rallentando i lavori ma arricchendo enormemente il valore culturale dell’opera.

Metro C - Colosseo - Fori Imperiali. Fotografie © Archweb.com

Archeologia visibile, non nascosta

La vera forza della stazione Colosseo–Fori Imperiali sta nella decisione di non separare infrastruttura e archeologia. I reperti non vengono rimossi o relegati altrove, ma integrati direttamente nel percorso della stazione.

Il concetto è quello di una discesa cronologica:
più si scende verso i binari, più si torna indietro nel tempo. Le stratigrafie diventano parte dell’esperienza quotidiana del passeggero, visibili attraverso vetrate, passerelle e affacci controllati.

I pozzi

Archeologia verticale nel sottosuolo di Roma

Tra gli allestimenti archeologici della stazione Colosseo–Fori Imperiali, i pozzi sono tra gli elementi più efficaci e discreti. Non cercano effetti spettacolari, ma raccontano con grande chiarezza il modo in cui si costruiva e si organizzava il sottosuolo della Roma antica.
Nella stazione della Metro C, i pozzi diventano strumenti di lettura, più che semplici reperti esposti.

Ricomporre per capire

I pozzi visibili oggi non sono ricostruzioni scenografiche, ma ricomposizioni filologiche. Gli elementi originali in pietra, rinvenuti durante gli scavi, venivano in origine giustapposti per formare il fusto verticale. Dopo essere stati documentati e studiati, sono stati ricollocati in sequenza, rispettando la logica costruttiva originaria.
Il risultato è immediato: il principio costruttivo si legge a colpo d’occhio, senza bisogno di mediazioni.

Metro C - Colosseo - Fori Imperiali. Fotografie © Archweb.com

Un dialogo naturale con l’architettura

La verticalità dei pozzi dialoga con quella della stazione stessa, uno spazio che accompagna il visitatore in una discesa progressiva nel sottosuolo. Antico e contemporaneo si incontrano così su un terreno comune: quello della costruzione e della gravità.

Archeologia che spiega

Questi pozzi rappresentano bene l’approccio adottato nel cantiere: il reperto non è un oggetto isolato, ma parte di un racconto tecnico e scientifico. Un’allestimento sobrio e preciso, che rinuncia allo spettacolo per restituire conoscenza.

Gli interni: una stazione che si attraversa come un museo

Gli spazi interni sono ampi, profondi, monumentali. Il progetto gioca su:

  • grandi volumi ipogei
  • percorsi chiari e leggibili
  • passerelle sospese sopra i resti archeologici
  • pareti vetrate che proteggono ma non separano
  • un’illuminazione studiata per valorizzare materiali e murature

La luce, in particolare, ha un ruolo fondamentale: non è solo funzionale, ma narrativa. Accompagna lo sguardo, sottolinea le stratificazioni, trasforma i reperti in veri elementi espositivi.

Muoversi all’interno della stazione non è un semplice transito: è un’esperienza lenta, quasi contemplativa, che invita a osservare e capire.

Metro C - Colosseo - Fori Imperiali. Fotografie © Archweb.com

Un nuovo modello di infrastruttura urbana

La stazione Colosseo–Fori Imperiali è molto più di una fermata della metropolitana. È un esempio concreto di come la mobilità contemporanea possa dialogare con la storia senza sopraffarla.

Rappresenta:

  • un modello avanzato di stazione archeologica
  • un caso studio internazionale
  • un punto di incontro tra trasporto pubblico, spazio pubblico e patrimonio culturale

In una città come Roma, dove ogni intervento nel sottosuolo è una sfida, questa stazione dimostra che è possibile trasformare la complessità in valore.

Dimensioni principali (fonti Metro C S.p.A. / comunicazioni ufficiali):

  • lunghezza max in pianta: 150 m
  • larghezza max in pianta: 34 m
  • profondità: fino a ~32 m
  • volumi di scavo: ~172.000 m³ (di cui ~29.000 m³ archeologici)

Con l’apertura della stazione Colosseo–Fori Imperiali, la Linea C non si arresta, ma prosegue verso Piazza Venezia, dove sono attualmente in corso i lavori per la realizzazione di un’altra stazione di eccezionale complessità. Anche qui il progetto si confronta con una stratificazione archeologica straordinaria, confermando la vocazione della Linea C come infrastruttura di mobilità ma anche come sistema di stazioni-museo nel sottosuolo di Roma.

Una galleria fotografica che racconta la città

Osservata attraverso una galleria fotografica, la stazione rivela tutta la sua forza:
il contrasto tra antico e nuovo, la profondità degli spazi, la materia della storia che emerge accanto all’architettura contemporanea.

È un’opera che parla a più livelli: al cittadino, al visitatore, ma anche a progettisti, studenti e studiosi.
Una stazione da attraversare ogni giorno, ma anche da guardare con attenzione, perché sotto i nostri piedi Roma continua a raccontarsi.


Fotografie scattate a gennaio 2026