I laghetti artificiali biologici

Come progettare un laghetto artificiale biologico

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Categoria

Architettura del verde

Pubblicato il

29 Gennaio 2026

I laghetti artificiali biologici sono specchi d’acqua costruiti artificialmente che imitano i processi naturali per mantenere un ecosistema equilibrato e sostenibile. Spesso utilizzati per creare ambienti esteticamente piacevoli o per trattare acque reflue attraverso la fitodepurazione, questi laghetti possono essere parte integrante di giardini, parchi o aree residenziali.

Caratteristiche principali dei laghetti artificiali biologici:

Depurazione naturale: I laghetti biologici sfruttano piante acquatiche e microrganismi per mantenere l’acqua pulita, senza bisogno di prodotti chimici o impianti di filtrazione artificiale.
Le piante acquatiche svolgono un ruolo cruciale. Assorbono i nutrienti disciolti nell’acqua, come l’azoto e il fosforo, che altrimenti favorirebbero la crescita di alghe. Le radici delle piante creano un ambiente ideale per i batteri, che decompongono la materia organica e i composti tossici.
I batteri nitrificanti e denitrificanti che si sviluppano naturalmente nel laghetto convertono sostanze tossiche come l’ammoniaca e i nitriti in composti meno pericolosi. Questo processo avviene principalmente nel substrato (come sabbia, ghiaia o rocce) e tra le radici delle piante.
In alcune parti del laghetto, le particelle solide presenti nell’acqua tendono a depositarsi sul fondo, contribuendo a chiarificare l’acqua. Il fondo stesso può essere progettato in modo da agevolare questo processo, favorendo la rimozione di impurità e sedimenti.

L’impermeabilizzazione è un elemento tecnico cruciale:

  • teli in EPDM o PVC rinforzato
  • strato di protezione in geotessile o sabbia
  • assenza di strutture rigide in cemento, poco compatibili con sistemi naturali

La scelta dei materiali incide direttamente sulla durabilità e flessibilità dell’invaso.

Zona umida o di bioritenzione: È una parte del laghetto con bassa profondità, dove si concentrano piante emergenti come giunchi, canne e altre specie acquatiche. Queste piante non solo migliorano la qualità dell’acqua, ma forniscono anche ossigeno e habitat per gli organismi che contribuiscono alla depurazione.

Ossigenazione naturale: Alcune piante acquatiche rilasciano ossigeno direttamente nell’acqua attraverso il loro apparato radicale, mantenendo i livelli di ossigeno disciolto adeguati per sostenere la vita dei batteri aerobici e altri organismi.
Un leggero movimento dell’acqua favorisce l’ossigenazione e previene ristagni:

  • piccole cascate
  • ruscelli naturali
  • pompe a basso consumo

Il movimento deve essere costante ma delicato, coerente con l’idea di bacino naturale.

Bassa manutenzione: Grazie ai processi naturali, la manutenzione è ridotta. Le piante stesse contribuiscono a filtrare l’acqua e a prevenire l’accumulo di alghe o altre impurità.

Integrazione con l’ambiente: Essendo progettati per assomigliare a laghi naturali, si integrano armoniosamente con il paesaggio, promuovendo la biodiversità. Attraggono fauna come libellule, anfibi, uccelli e piccoli mammiferi, contribuendo a un ambiente più sano e vitale.

Uso ricreativo e ornamentale: Possono essere progettati per scopi ricreativi, come piscine naturali balneabili, o semplicemente come elementi decorativi che aggiungono bellezza e tranquillità a uno spazio esterno.

Zone di filtrazione e piante acquatiche: Le piante come canne, giunchi, ninfee e altre piante acquatiche sono essenziali. Le radici delle piante fungono da filtro naturale, catturando sostanze organiche, metalli pesanti e altre impurità presenti nell’acqua.

Come progettare un laghetto artificiale biologico:

Dimensioni e profondità: La dimensione dipende dall’uso (ornamentale, ricreativo o depurativo). Solitamente, viene progettato con zone di diverse profondità per ospitare una varietà di piante e organismi.

Zona di fitodepurazione: In una parte del laghetto, viene creata una zona dedicata alle piante depuratrici. Questa area può essere separata da quella balneabile o più profonda, per massimizzare l’efficienza della depurazione.

Substrato naturale: La base del laghetto può essere composta da materiali come ghiaia o sabbia, che facilitano il processo di filtrazione naturale.

La stabilità biologica è direttamente proporzionale alla corretta articolazione delle profondità:

  • Zone basse (20–40 cm): dedicate alle piante palustri
  • Zone intermedie (40–80 cm): area di equilibrio biologico
  • Zone profonde (oltre 100 cm): acqua più fresca, minore sviluppo algale

Le forme irregolari, ispirate alla natura, favoriscono l’inserimento paesaggistico e aumentano la superficie utile per la vegetazione.

Vantaggi:

Sostenibilità ambientale: Non utilizzano prodotti chimici e rispettano i cicli naturali dell’acqua.
Creazione di microhabitat: Favoriscono la biodiversità e possono diventare rifugi per diverse specie animali e vegetali.
Estetica naturale: Offrono un paesaggio che imita gli ambienti naturali, con acqua limpida e vegetazione rigogliosa.

Il laghetto artificiale biologico rappresenta una sintesi tra architettura del paesaggio, ecologia e progetto tecnico.
Non è un elemento standardizzabile, ma un sistema che va pensato in relazione al contesto, al clima e all’uso dello spazio.

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