Accademia di scherma al Foro Italico
Casa delle armi, è un edificio sportivo del complesso Foro Italico di Roma
L’Accademia di scherma, anche nota come Casa delle armi, è un edificio del complesso Foro Italico di Roma. Progettato dall’architetto Luigi Moretti nel 1934 come Casa del Balilla sperimentale, completato nel 1936 fu assegnato alla disciplina della scherma, assumendo la denominazione di Casa delle Armi e poi di Accademia della Scherma. Nel 1981 venne adattato ad aula bunker del tribunale di Roma, altra denominazione con cui è stato noto l’edificio.
Il grande mosaico esterno è del pittore Angelo Canevari.
L’Accademia di scherma al Foro Italico, nota anche come Casa delle Armi, è uno degli edifici più rappresentativi del complesso sportivo del Foro Italico a Roma. Progettata da Luigi Moretti col nome di “Casa del Balilla sperimentale”, fu realizzata tra il 1933 e il 1936 nell’ambito del piano di costruzione del Foro Mussolini, oggi Foro Italico. L’edificio era destinato alla formazione degli schermidori e allo svolgimento delle attività della Accademia di Scherma.
L’opera occupa una posizione di rilievo all’interno del complesso monumentale e rappresenta uno dei primi lavori nei quali Moretti sviluppa una ricerca autonoma sul rapporto tra spazio, volumi e luce. La sua progettazione si colloca nel contesto dell’architettura razionalista italiana degli anni Trenta, pur introducendo soluzioni compositive che si discostano dagli schemi più rigorosi del movimento.
Caratteristiche architettoniche e rapporto con il contesto
L’Accademia di scherma al Foro Italico è caratterizzata da una composizione articolata di volumi geometrici, organizzati per rispondere alle esigenze funzionali dell’attività schermistica. Il progetto utilizza rivestimenti in marmo, ampie superfici vetrate, terrazze e spazi distribuiti su livelli differenti, elementi che contribuiscono a definire una percezione dinamica dell’edificio. La sequenza degli ambienti e il rapporto tra pieni e vuoti evidenziano l’attenzione di Moretti per la continuità spaziale e per la relazione tra architettura e movimento.
L’edificio dialoga con gli altri impianti del Foro Italico attraverso materiali, allineamenti e spazi aperti, mantenendo tuttavia una propria autonomia compositiva. La sua collocazione lungo gli assi principali del complesso contribuisce alla definizione dell’immagine unitaria dell’intervento urbanistico.
Trasformazioni e uso nel tempo
Tra il 1953 e il 1956 Luigi Moretti progettò un intervento di ampliamento e riorganizzazione dell’edificio, adeguandolo a nuove esigenze funzionali senza alterarne i caratteri architettonici principali. In occasione dei Giochi della XVII Olimpiade del 1960, l’edificio ospitò le competizioni di scherma, assumendo un ruolo centrale nell’organizzazione dell’evento.
Le trasformazioni succedutesi nel tempo non hanno modificato l’impostazione architettonica generale del progetto, che continua a rappresentare una delle opere più significative di Luigi Moretti e un riferimento per lo studio dell’architettura italiana del Novecento.
I grandi mosaici
Un elemento distintivo del complesso è costituito dai grandi mosaici esterni in marmo bianco e nero e a colori, realizzati lungo i percorsi e gli spazi aperti circostanti. Le decorazioni, caratterizzate da motivi geometrici e figurativi ispirati ai temi dello sport, fanno parte del progetto unitario del Foro Italico e contribuiscono a definire il rapporto tra architettura, arte e spazio pubblico.