Teatro del Mondo
Aldo Rossi ( inaugurato a Venezia nel 1979 )
Il Teatro del Mondo è stato inaugurato a Venezia, Italia nel 1979 e rappresentava una delle installazioni in occasione della Biennale di Venezia del 1980.
È stato, ed ancora oggi è, uno dei progetti più suggestivi dell'opera di Aldo Rossi. Il Teatro venne costruito in un bacino di Fusina, un piccolo porto della laguna, su di una chiatta. Fu quindi rimorchiato a Venezia ed ormeggiato alla Punta della Dogana, sul Canal Grande, di fronte a Piazza San Marco.
L'edificio era costituito da una struttura portante in tubi di acciaio rivestita da un tavolato di legno. Raggiungeva un'altezza complessiva di 25 metri. Il corpo principale del Teatro era costituito da un parallelepipedo a base quadrata di circa 9,5 metri di lato per un'altezza di 11 metri. Sulla sua sommità un tamburo ottagonale sosteneva una copertura a falde in zinco. All'interno il palcoscenico era situato al centro, ed il pubblico prendeva posto ai lati. Le gallerie al piano superiore erano raggiungibili tramite le scale poste ai lati del parallelepipedo.
Il Teatro poteva accogliere fino a 400 spettatori di cui 250 seduti. Al termine delle manifestazioni della Biennale il Teatro del Mondo attraversò l'Adriatico per raggiungere Dubrovnik.
Più che una installazione è stato un vero e proprio manifesto teorico. Rossi riprendeva l’immaginario veneziano fatto di torri, fari, edifici portuali e architetture effimere. Questi elementi venivano trasformati in una costruzione essenziale, quasi archetipica: un volume compatto, una torre centrale, forme pure e riconoscibili.
Il fatto che fosse mobile è fondamentale. Il teatro non aveva una posizione fissa, ma dialogava con la città cambiando continuamente punto di vista. Era come se Venezia stessa fosse il suo palcoscenico. In questo senso diventa una riflessione potente sul rapporto tra memoria, luogo e architettura. Questi temi sono centrali nel pensiero di Rossi.
Smontato nel 1981, il Teatro del Mondo continua però a vivere nei disegni, nelle fotografie e soprattutto nella storia dell’architettura. Rimane come simbolo di un modo poetico e colto di progettare, dove anche ciò che è effimero può diventare eterno.
disegni dwg del teatro
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