Accademia di Scherma
Luigi Moretti – Casa delle armi, Roma Foro Italico Italia, 1934-1936
Luogo
Foro Italico Roma, Italia
Anno
1934 - 1936
Architetto
Luigi Moretti
L’Accademia di scherma, nota originariamente come Casa delle Armi, è uno degli edifici più significativi del complesso del Foro Italico di Roma. Progettata da Luigi Moretti tra il 1933 e il 1936 come Casa del Balilla sperimentale dell’Opera Nazionale Balilla, fu successivamente destinata alla pratica della scherma. Questa disciplina rimase strettamente legata all’edificio anche dopo la conclusione del complesso sportivo.
L’edificio rappresenta una delle opere più mature della prima produzione di Moretti e costituisce un importante esempio dell’architettura italiana degli anni Trenta. Pur inserendosi nel linguaggio del Razionalismo, il progetto introduce una ricerca personale sul rapporto tra volumi, luce e continuità degli spazi. Inoltre, anticipa alcuni temi che caratterizzeranno le opere successive dell’architetto.
Dal punto di vista compositivo, l’Accademia presenta un impianto a “L”, collocato sul margine meridionale del Foro Italico, di fronte alla Foresteria progettata da Enrico Del Debbio. Le facciate, interamente rivestite in marmo bianco di Carrara, alternano superfici piene e grandi aperture vetrate. Il prospetto rivolto verso il Tevere è caratterizzato dall’imponente finestratura orizzontale che illumina la grande sala della scherma. Quest’ultima, lunga circa 45 metri e larga 25, era progettata per ospitare contemporaneamente fino a 160 schermidori sulle pedane.
L’organizzazione degli spazi interni, la distribuzione su più livelli e il rapporto tra ambienti aperti e chiusi riflettono l’attenzione di Moretti per il movimento, la percezione dello spazio e le esigenze funzionali dell’attività sportiva. A completare il progetto contribuiscono le opere decorative integrate nell’architettura. Tra queste spicca il grande mosaico esterno realizzato dal pittore Angelo Canevari. Questo fa parte del più ampio programma artistico del Foro Italico.
Nel corso della sua storia l’edificio ha subito diverse trasformazioni. Dopo la seconda guerra mondiale ha progressivamente perso la funzione originaria e, dal 1981, venne adattato ad aula bunker del Tribunale di Roma. Questo intervento comportò significative modifiche agli spazi interni. Terminato questo utilizzo, l’Accademia è rimasta per alcuni anni in stato di parziale abbandono. Solo dopo, sono iniziati i lavori di restauro promossi dal CONI per recuperarne il valore architettonico.
Ancora oggi l’Accademia di scherma è considerata una delle opere più rappresentative di Luigi Moretti e una delle architetture più interessanti del Foro Italico. Riesce a coniugare funzionalità sportiva, ricerca spaziale e qualità compositiva in un edificio che occupa un ruolo centrale nella storia dell’architettura italiana del Novecento.

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