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Casino dell’Orologio a Villa Borghese

Un interessante esempio di trasformazione architettonica

Il Casino dell’Orologio è uno degli edifici storici presenti all’interno di Villa Borghese e si colloca in prossimità di Piazza di Siena, lungo l’asse che collega l’ingresso di Viale Belle Arti con Via Pinciana. L’edificio rappresenta un interessante esempio della stratificazione architettonica che caratterizza molte strutture della villa: nato come costruzione di servizio in ambito rurale, fu progressivamente trasformato tra il XVII e il XVIII secolo in un elemento significativo del sistema paesaggistico e monumentale del parco.

Storia del Casino dell’Orologio

L’origine del fabbricato risale al XVI secolo, quando veniva utilizzato come un edificio funzionale, destinato alle attività di giardinaggio. All’inizio del Seicento la proprietà fu acquisita dal cardinale Scipione Borghese e il casino venne incorporato nel più ampio complesso della residenza aristocratica. In questa fase l’edificio venne utilizzato come abitazione del giardiniere e come struttura di supporto alla manutenzione del parco.

Da edificio funzionale a elemento significativo di Villa Borghese

L’aspetto architettonico attuale deriva però dalle trasformazioni avvenute alla fine del Settecento, quando il principe Marcantonio IV Borghese promosse un vasto programma di riorganizzazione della villa secondo il gusto neoclassico e paesaggistico dell’epoca. In questo contesto l’edificio fu rielaborato dall’architetto Mario Asprucci intorno al 1791. Il progetto comportò un significativo aggiornamento dell’impianto architettonico, con l’aggiunta di massicci speroni angolari che conferivano maggiore monumentalità alla fabbrica. Inoltre le nuove grandi arcate al piano terreno migliorarono la relazione tra l’edificio e il paesaggio circostante.

La torretta dell’orologio

L’elemento più caratteristico della trasformazione settecentesca fu l’inserimento di una torretta quadrangolare contenente un orologio, realizzata da Nicola Fagioli. Questo elemento verticale divenne il segno distintivo della costruzione e ne determinò la denominazione con cui è oggi conosciuta. Dal punto di vista compositivo la torretta svolge una duplice funzione: da un lato introduce un accento verticale che interrompe l’orizzontalità del volume originario, dall’altro agisce come segnale architettonico nel paesaggio della villa, contribuendo alla definizione visiva dello spazio aperto circostante.

Il Casino dell’Orologio oggi

Nel corso del Settecento e dell’Ottocento l’edificio conobbe nuove destinazioni d’uso, tra cui quella di museo, di trattoria e successivamente di spazio espositivo. Dopo l’acquisizione da parte del Comune di Roma e la sua apertura al pubblico nel 1903, il casino fu oggetto di interventi di restauro che hanno permesso di recuperare parte delle decorazioni originarie, tra cui un affresco con un pergolato dipinto animato da uccelli che ornava il grande salone al piano terreno.  Dal 2020 l’edificio è sede della Sovrintendenza Capitolina ai BB. CC. – Direzione Ville, Parchi storici e Musei scientifici.


Foto scattate nel mese di Marzo 2025

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