Gallerie

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Un raro esempio di integrazione tra architettura storica e memoria biografica

Il Museo Pietro Canonica si trova nel settore orientale di Villa Borghese, nei pressi di Piazza di Siena, ed è ospitato nello storico edificio noto come Fortezzuola, una costruzione che rappresenta un interessante esempio di stratificazione architettonica all’interno della villa. L’attuale museofu infatti la casa-atelier dello scultore Pietro Canonica, che visse e lavorò in questo luogo per oltre trent’anni, trasformando l’antico edificio in uno spazio destinato alla produzione artistica e alla conservazione delle proprie opere.

L’edificio risale probabilmente al XVI secolo, quando costituiva una struttura di servizio collegata alle attività agricole e venatorie della proprietà. Nei documenti seicenteschi viene definito “Gallinaro”, poiché era destinato all’allevamento di animali – tra cui pavoni, anatre e struzzi – utilizzati durante le battute di caccia della famiglia Borghese. Nel corso del Settecento, durante il grande programma di rinnovamento della villa promosso dal principe Marcantonio IV Borghese, l’edificio fu trasformato e integrato nel nuovo disegno paesaggistico del parco. L’intervento, attribuito all’architetto Antonio Asprucci, comportò la realizzazione di una caratteristica cinta muraria con torrette e merlature di gusto medievale, che conferì alla costruzione l’aspetto di un piccolo castello e ne determinò la denominazione di “Fortezzuola”.

Nello stesso contesto di trasformazione, nel 1793 il pittore Felice Giani realizzò un ciclo decorativo sulla facciata interna dell’edificio, caratterizzato da otto teste di cariatidi dipinte sopra porte e finestre. Questi interventi testimoniano la volontà di integrare l’architettura nel linguaggio scenografico del giardino paesaggistico tardo-settecentesco, dove anche edifici secondari o di servizio venivano reinterpretati con una dimensione pittoresca e antiquaria, contribuendo alla varietà visiva e simbolica del parco.

All’inizio del Novecento l’edificio conobbe una fase di abbandono in seguito a un incendio avvenuto nel 1919, quando era utilizzato per funzioni amministrative. La sua storia cambiò radicalmente nel 1926, quando il Comune di Roma concesse l’uso della Fortezzuola allo scultore Pietro Canonica. L’artista, già affermato a livello internazionale per i suoi ritratti e monumenti celebrativi commissionati dalle corti europee, si impegnò a restaurare l’edificio a proprie spese e ad adattarlo alle esigenze della propria attività, trasformando gli antichi spazi di servizio e le stalle in ambienti espositivi e laboratori di lavoro. In cambio egli promise di donare alla città tutte le opere conservate nella casa dopo la sua morte, con l’intento di creare un museo dedicato alla sua produzione artistica.

Nel corso degli anni Trenta la struttura fu ulteriormente modificata con alcuni ampliamenti progettati dall’architetto Raffaele De Vico, che adeguò l’edificio alle nuove funzioni di residenza e atelier mantenendo tuttavia il carattere originario della Fortezzuola. Canonica visse qui fino alla sua morte, avvenuta nel 1959, lasciando non soltanto le sue sculture ma anche arredi, dipinti, oggetti personali e documenti legati alla sua attività artistica e musicale.

Il museo fu inaugurato nel 1961 e rappresenta oggi uno dei più completi esempi romani di casa-museo d’artista. Gli ambienti espositivi sono organizzati in modo da conservare il carattere originario della dimora: al piano terreno si trovano le sale dedicate alle sculture, con marmi, bronzi, modelli e bozzetti che illustrano l’intero percorso creativo di Canonica, mentre al piano superiore è conservato l’appartamento privato, dove arredi, arazzi, quadri e oggetti personali restituiscono l’atmosfera della vita quotidiana dell’artista. L’insieme costituisce quindi non solo una raccolta di opere, ma anche una testimonianza diretta del rapporto tra spazio domestico, atelier e produzione artistica, offrendo un raro esempio di integrazione tra architettura storica e memoria biografica.

Nel contesto architettonico di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica rappresenta dunque un episodio particolarmente significativo: l’antico edificio di servizio trasformato in “castelletto” pittoresco nel Settecento e successivamente adattato a casa-atelier nel Novecento dimostra come le strutture della villa abbiano attraversato diverse fasi di utilizzo, rispecchiando l’evoluzione del parco da residenza aristocratica a spazio pubblico e culturale della città di Roma.


Foto scattate nel mese di Luglio 2025

gallerie correlate

Casina Valadier a Villa Borghese

Fontana dei Cavalli Marini

Tempietto di Diana a Villa Borghese

Il Laghetto e il Tempio di Esculapio

Propilei Egizi a Villa Borghese

Casino dell’Orologio a Villa Borghese

Fontana di Esculapio a Villa Borghese