Palazzine in Via Gomenizza a Roma
La sperimentazione architettonica di Venturino Ventura
Nel tessuto residenziale del quartiere Della Vittoria, sul versante orientale di Monte Mario, Via Gomenizza conserva uno degli esempi più curiosi e meno conosciuti della sperimentazione architettonica romana del secondo dopoguerra. Qui, nel 1961, l’architetto Venturino Ventura progetta due palazzine gemelle che reinterpretano in modo personale la tipologia della palazzina romana, trasformando un edificio residenziale relativamente ordinario in un oggetto architettonico ricco di sperimentazioni formali.
L’area in cui sorgono appartiene a quella vasta zona residenziale sviluppatasi tra gli anni Trenta e Sessanta, caratterizzata da edifici di media altezza immersi nel verde, destinati alla borghesia cittadina. In questo contesto la palazzina rappresenta una tipologia urbana fondamentale: edifici di quattro o cinque piani, con pochi appartamenti per livello, grandi balconi e un rapporto diretto con gli spazi esterni.
Un episodio originale dell’architettura residenziale romana degli anni Sessanta
Le due palazzine, disposte lungo la strada con una leggera traslazione reciproca, presentano una composizione dinamica della facciata. L’elemento più riconoscibile è costituito dai balconi ottagonali che scandiscono il prospetto principale, creando un ritmo irregolare di pieni e vuoti e generando una ricca trama di ombre. Accanto a questi, Ventura inserisce vani scale esterni a vista, soluzione insolita per l’epoca che contribuisce a definire il carattere tecnico e moderno dell’edificio.
Uno degli aspetti più sorprendenti del complesso si scopre però entrando negli androni. Qui l’architetto utilizza una soluzione strutturale molto particolare: pilastri in cemento armato che si biforcano verso l’alto, come tronchi che si diramano. Questa struttura ramificata crea una sorta di spazio organico, una “foresta” artificiale che caratterizza fortemente lo spazio d’ingresso.
Il linguaggio architettonico di Ventura si muove tra razionalismo e sperimentazione plastica.
Il cemento armato non viene nascosto ma utilizzato come materiale espressivo, mentre la geometria dei balconi e la composizione dei prospetti introducono una dimensione quasi scultorea nell’architettura residenziale. Nel panorama della cosiddetta palazzina romana, le costruzioni di Via Gomenizza rappresentano dunque un episodio singolare: un progetto che dimostra come anche un edificio abitativo possa diventare terreno di ricerca formale e strutturale.
La galleria fotografica documenta l’architettura nel suo rapporto con il contesto urbano, mettendo in evidenza i prospetti articolati, i dettagli costruttivi, gli spazi di ingresso e le soluzioni strutturali che rendono queste palazzine uno degli esempi più originali della produzione di Venturino Ventura nella Roma degli anni Sessanta.