Palazzina Cassiopea in via Archimede 191
Studio Monaco-Luccichenti - Realizzata nel 1953 nel quartiere Parioli a Roma

Nel tessuto residenziale dei Parioli a Roma la palazzina Cassiopea in via Archimede rappresenta un episodio significativo della ricerca condotta dallo studio di Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti sulla tipologia della palazzina romana nel secondo dopoguerra. Parte della serie “Stelle e Costellazioni”, che comprende anche Ariete, Orione e Vega, l’edificio è realizzato nel 1953, un anno dopo la coppia di palazzine in via del Circo Massimo e la palazzina Federici in via S. Crescenziano.
In Cassiopea la riflessione tipologica si intreccia con una ricerca strutturale e formale particolarmente evidente, che si manifesta sia nell’impianto distributivo sia nella costruzione dei prospetti. Espressività della struttura e qualità dell’abitare concorrono a definire un linguaggio architettonico coerente e riconoscibile, tipico dei progetti dello studio romano.
Un impianto articolato e riconoscibile
L’edificio segue un andamento convesso, coerente con la geometria dell’isolato e con l’andamento della strada, e si configura come un doppio corpo di fabbrica specchiato, organizzato attorno a un elemento centrale che ospita il vano scala e gli ascensori. Questa soluzione consente una distribuzione chiara ed efficiente, valorizzata da spazi comuni di notevole ampiezza, in particolare l’ingresso e i pianerottoli di distribuzione.

La planimetria tipo della palazzina Cassiopea evidenzia con chiarezza l’impianto: da fulcro centrale si sviluppa un ampio disimpegno che asseconda l’andamento convesso dell’edificio e distribuisce in modo ordinato gli appartamenti di ogni piano. Le unità abitative si articolano lungo il perimetro, privilegiando gli affacci esterni e garantendo una buona esposizione alla luce naturale, con una netta separazione tra zona giorno e zona notte. I servizi e gli ambienti accessori si collocano in prossimità del nucleo centrale, ottimizzando gli impianti e i percorsi interni.
L’impianto distributivo, pur nella sua apparente regolarità, introduce una certa varietà nelle metrature e nelle configurazioni degli alloggi, confermando l’attenzione progettuale verso una qualità abitativa elevata e diversificata.
Il prospetto principale della palazzina Cassiopea
I prospetti principali della palazzina Cassiopea in via Archimede si sviluppano sui lati corti dell’edificio e sono tra loro identici. L’ingresso trova posto alla base della facciata su via Archimede, mentre l’altra è rivolta verso la palazzina adiacente in via Barnaba Tortolini. Presentano una composizione rigorosa e perfettamente simmetrica, in cui la struttura portante diventa anche elemento ordinatore con il telaio strutturale lasciato ben visibile.

Il fronte è scandito da una sequenza verticale di portali in cemento armato che incorniciano le fasce orizzontali delle logge, leggermente arretrate e caratterizzate da finestre a nastro. Ai lati, una serie di balconi aggettanti, disposti con ritmo regolare, introduce profondità e movimento, alleggerendo la massa dell’edificio.
I parapetti metallici, sottili e trasparenti, dialogano con le fasce orizzontali in intonaco color ocra (bianche in origine), mentre gli elementi lignei scuri sottolineano le aperture, creando un contrasto materico netto, in un gioco di alternanze con le travi sagomate.
Il piano terra arretrato conclude la composizione con una soluzione di leggerezza visiva, separando il volume abitativo dal suolo. Anche i pilotis contribuiscono al gioco di alternanze della facciata e allo sforzo per conferirle maggiore plasticità, grazie a una accentuata rastremazione in corrispondenza dell’attacco a terra.
Nobilitare la facciata
Altri progetti dello studio Monaco-Luccichenti, come le palazzine in via del circo massimo, mostrano che la monotonia delle facciate era spezzata non solo con la geometria, ma anche tramite l’impiego di una varietà di materiali lignei, lapidei e anche in vetro. Nell’immagine sotto si apprezza la diversità di soluzioni geometriche, materiche e plastiche adottate con questo fine comune.

Nella Cassiopea di via Archimede, come nelle palazzine SACEC e Palatina Domus di via del Circo Massimo, la facciata è costruita attraverso una chiara scansione orizzontale, dove solai, balconi e finestre a nastro definiscono un ritmo continuo e leggibile. In tutti e tre i casi emerge una forte attenzione al rapporto tra pieni e vuoti, con aperture allineate e parapetti leggeri che mantengono la percezione unitaria del prospetto. Anche il trattamento dei materiali segue una logica analoga: superfici intonacate chiare o calde, elementi lignei o metallici e fasce marcapiano lavorano insieme per articolare la facciata senza frammentarla.
La ristrutturazione del 2025
Nel 2025 le facciate della palazzina Cassiopea in via Archimede sono state oggetto di un esteso lavoro di ristrutturazione. Il colore originale, un bianco panna documentato sia da foto a colori scattate negli anni ’80 e ’90 che da documentazione più recente, è stato sostituito con un giallo ocra caldo. La tinta si discosta dalle tendenze più tipiche degli anni a cui risale la costruzione della Cassiopea, che prediligevano colori più neutri.

Galleria fotografica della palazzina Cassiopea
La palazzina Cassiopea si rivela, nel suo insieme, un esempio emblematico di equilibrio tra rigore progettuale ed espressività architettonica. La galleria fotografica che segue consente di approfondire questi aspetti attraverso una lettura diretta dell’edificio, mettendo in evidenza dettagli, materiali e soluzioni compositive che definiscono la qualità di questo intervento.
Fotografie scattate nel mese di aprile 2026
Palazzina Cassiopea in via Archimede 191
Autore
Category Palazzine romane d'autore