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Villaggio Olimpico di Roma

Progetto di: V. Cafiero, A. Libera, Monaco - Luccichenti e Luigi Moretti - Roma (1957-1960)

Il Villaggio Olimpico di Roma nacque in seguito all’assegnazione alla capitale della XVII Olimpiade. Il 16 giugno 1955 il Comitato Olimpico Internazionale, riunito a Parigi, affidò a Roma l’organizzazione dei Giochi del 1960. In pochi anni la città dovette realizzare nuovi impianti sportivi e tutte le strutture necessarie per accogliere oltre ottomila persone tra atleti, allenatori, organizzatori e rappresentanti della stampa.

Tra le opere più importanti realizzate per l’evento vi fu proprio il Villaggio Olimpico. L’idea iniziale di era di costruire edifici temporanei. Si optò infine per realizzare un nuovo quartiere destinato a rimanere nel tempo e a diventare un complesso residenziale una volta conclusi i giochi. La scelta del luogo ricadde sulla zona allora nota come Campo Parioli, un’area tra il Flaminio, il Foro Italico e le pendici di Monte Mario.


Disegni DWG del Villaggio Olimpico di Roma (sinistra) e della Palazzina Tipo “C” (destra)


Caratteri architettonici

Il progetto del quartiere venne commissionato ad alcuni tra i più significativi architetti italiani dell’epoca: Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Luigi Moretti, Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti. È l’INCIS, l’Istituto Nazionale per le Case agli Impiegati dello Stato, che si occupa della realizzazione degli edifici permanenti.

Villaggio Olimpico di Roma, dettaglio di una delle palazzine

Pur essendo progettate da autori diversi, le architetture del Villaggio Olimpico presentano un linguaggio comune che conferisce unità all’intero insediamento. Il progetto riflette molti dei principi del Movimento Moderno diffusi nell’Europa del secondo dopoguerra. Gli edifici sono inseriti nel verde, l’orientamento degli edifici è accorto e studiato, spazio residenziali e traffico veicolare sono separati.

Gli edifici si sviluppano con volumi semplici e regolari, separati da ampi spazi collettivi. Le diverse strutture sono uniformate dalla presenza di alcuni elementi ricorrenti:
i pilotis, le finestre a nastro, i marcapiano in cemento e il rivestimento a cortina in laterizio giallo.

Il Villaggio Olimpico di Roma costituisce una delle più significative applicazioni di questi principi nella Capitale del dopoguerra. Gli architetti coinvolti interpretarono tali idee secondo la tradizione costruttiva italiana, utilizzando materiali e soluzioni che conferiscono al quartiere un carattere unitario e riconoscibile.

L’eredità delle Olimpiadi

Conclusi i Giochi del 1960, gli alloggi destinati agli atleti vennero convertiti in abitazioni permanenti.
Il Villaggio Olimpico di Roma divenne così un nuovo quartiere residenziale, mantenendo la propria identità originaria e il disegno urbano concepito per l’evento olimpico.

Ancora oggi il complesso rappresenta una delle testimonianze più significative della trasformazione di Roma negli anni del boom economico, nonché e uno degli interventi urbanistici più importanti realizzati nella capitale durante il secondo dopoguerra.


Scheda sintetica dell’opera

• Nome opera: Villaggio Olimpico di Roma
• Anno di realizzazione: 1957 – 1960 (censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it)
• Progettisti: Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco e Luigi Moretti
• Collocazione: Roma, Villaggio Olimpico

Fotografie scattate nel mese di luglio 2023

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Tipologie residenziali

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progettisti del villaggio olimpico

Adalberto Libera

Luigi Moretti

Monaco - Luccichenti