Bassorilievo

Bassorilievo di un sarcofago romano

Il bassorilievo è una tecnica di rappresentazione scultorea nella quale figure, motivi ornamentali o elementi figurativi emergono da una superficie di fondo per una profondità limitata. A differenza della scultura a tutto tondo, l’opera rimane quindi legata al piano sul quale è realizzata e viene concepita per essere osservata principalmente frontalmente.

Il termine deriva dall’unione di basso e rilievo e indica proprio il ridotto grado di sporgenza delle forme rispetto al fondo. Nel bassorilievo le parti rappresentate conservano generalmente meno della metà del loro volume teorico, anche se nella pratica artistica e architettonica il confine tra bassorilievo e altre forme di rilievo non è sempre definito in maniera rigorosa.

Caratteristiche del bassorilievo

La caratteristica principale del bassorilievo è il rapporto tra superficie di fondo e profondità della rappresentazione. Le figure non sono semplicemente incise sul piano, ma possiedono un volume percepibile, ottenuto attraverso variazioni progressive dello spessore.

Lo scultore può utilizzare differenze anche molto ridotte di profondità per distinguere i diversi piani della composizione. Le parti in primo piano presentano una maggiore sporgenza, mentre quelle più lontane vengono progressivamente appiattite. In questo modo è possibile suggerire una profondità spaziale molto superiore a quella realmente disponibile.

Un ruolo importante è svolto anche dalla luce radente, che genera ombre sulle variazioni della superficie e rende leggibili forme, contorni e sovrapposizioni. Per questo motivo, soprattutto in architettura, la posizione del bassorilievo e il suo rapporto con l’illuminazione naturale possono influire notevolmente sulla percezione dell’opera.

Il bassorilievo in architettura

In architettura il bassorilievo è utilizzato come elemento figurativo e decorativo integrato nella superficie dell’edificio. Può essere realizzato direttamente sugli elementi costruttivi oppure applicato successivamente sotto forma di pannelli, lastre o elementi scolpiti.

Si trova frequentemente su facciate, portali, architravi, fregi, frontoni, metope, capitelli, parapetti, basamenti, monumenti e superfici interne. Il suo ridotto sviluppo in profondità permette alla decorazione di mantenere un rapporto diretto con il piano della parete senza modificarne in modo sostanziale la configurazione.

Questa caratteristica distingue il bassorilievo da elementi scultorei maggiormente aggettanti, che tendono invece ad assumere una maggiore autonomia rispetto alla superficie architettonica.

Il bassorilievo può avere funzione ornamentale, narrativa, simbolica o celebrativa. In numerose architetture storiche viene utilizzato per rappresentare episodi religiosi, eventi storici, figure mitologiche, simboli politici, motivi vegetali, animali o composizioni geometriche.

Tecniche e materiali

Il bassorilievo può essere realizzato mediante tecniche differenti in funzione del materiale utilizzato. Nella pietra e nel marmo la forma viene generalmente ottenuta attraverso la rimozione progressiva del materiale circostante, lasciando emergere le figure rispetto al piano di fondo.

Nel legno viene utilizzato un procedimento analogo di intaglio e scavo. Con materiali modellabili, come argilla, stucco o cera, le forme possono invece essere costruite direttamente attraverso modellazione e successivamente, se necessario, riprodotte mediante stampi.

Nel caso dei metalli possono essere impiegate tecniche di fusione, cesellatura, sbalzo o lavorazione della superficie. Nell’architettura moderna e contemporanea il principio del bassorilievo può essere applicato anche a calcestruzzo, cemento, materiali ceramici, pannelli metallici e materiali compositi, ampliando notevolmente le possibilità espressive e costruttive.

Origini e sviluppo storico

Il rilievo è una delle più antiche forme di rappresentazione figurativa. Esempi sono presenti nelle civiltà dell’antico Egitto, della Mesopotamia, della Persia e successivamente nel mondo greco e romano.

Nell’architettura greca il rilievo venne ampiamente utilizzato nella decorazione dei templi, in particolare nei fregi, nelle metope e nei frontoni. Nel mondo romano assunse anche una forte funzione narrativa e celebrativa: monumenti, archi di trionfo, colonne e sarcofagi utilizzavano sequenze di rilievi per rappresentare campagne militari, cerimonie, personaggi e avvenimenti.

Durante il Medioevo il bassorilievo trovò largo impiego soprattutto nell’architettura religiosa, nei portali delle chiese, nei capitelli, negli amboni e negli elementi decorativi delle facciate.

Nel Rinascimento lo studio della prospettiva portò a un uso particolarmente raffinato delle diverse profondità del rilievo. Attraverso variazioni minime dello spessore gli artisti riuscirono a costruire scene caratterizzate da una notevole profondità apparente.

Il rilievo continuò a essere utilizzato nell’architettura barocca, neoclassica e ottocentesca e mantenne un ruolo significativo anche nel Novecento, soprattutto nell’architettura monumentale e negli edifici pubblici, dove grandi pannelli figurativi vennero spesso integrati direttamente nelle facciate.

Bassorilievo, altorilievo e stiacciato

La classificazione dei rilievi dipende principalmente dalla quantità di volume con cui le figure emergono dal fondo.

Nel bassorilievo la sporgenza è contenuta e le figure rimangono strettamente legate alla superficie.

Nell’altorilievo le figure presentano invece una maggiore tridimensionalità e possono emergere dal fondo per una parte considerevole del proprio volume. Alcuni elementi possono essere quasi completamente distaccati dalla superficie, producendo ombre più profonde e un effetto maggiormente scultoreo.

Una forma ancora più sottile è lo stiacciato, o schiacciato, tecnica particolarmente associata alla scultura rinascimentale e a Donatello. In questo caso la profondità fisica può essere ridotta a pochi millimetri. Piccolissime variazioni della superficie, combinate con prospettiva e trattamento dei contorni, consentono di suggerire una notevole profondità spaziale.

Il bassorilievo occupa quindi una posizione intermedia tra la semplice incisione della superficie e le forme di rilievo maggiormente tridimensionali.

Rapporto tra bassorilievo e superficie architettonica

Dal punto di vista architettonico, uno degli aspetti più importanti del bassorilievo è la sua capacità di modificare la percezione di una superficie senza annullarne la continuità. La parete rimane leggibile come piano, ma acquista articolazione attraverso variazioni di profondità, luce e ombra.

Per questo motivo il bassorilievo può essere considerato un elemento di collegamento tra architettura e scultura: appartiene fisicamente alla superficie costruita, ma introduce al suo interno una rappresentazione tridimensionale.

La percezione del bassorilievo varia inoltre durante la giornata. Cambiando la direzione della luce naturale cambiano anche le ombre prodotte dalle sporgenze, rendendo alcune parti più evidenti e altre meno leggibili. Nei rilievi architettonici di grandi dimensioni questo rapporto tra materia, profondità e luce costituisce una componente fondamentale della composizione.

In sintesi

Il bassorilievo è una tecnica scultorea nella quale le forme emergono solo parzialmente da una superficie di fondo. In architettura viene utilizzato per integrare figure, decorazioni e rappresentazioni narrative nelle superfici degli edifici, mantenendo leggibile il piano sul quale sono realizzate.

La profondità limitata, il rapporto con la luce e la possibilità di rappresentare più piani spaziali rendono il bassorilievo uno dei principali strumenti storici di integrazione tra scultura, decorazione e architettura.


Foto di copertina: bassorilievo di un sarcofago romano del II secolo nel Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, Russia. Autore: Anton Kudelil su Depositphotos.com