Periptero

Il periptero è una tipologia di tempio dell'architettura greca antica caratterizzata dalla presenza di un colonnato continuo che circonda completamente la cella.

Tempio di Efesto Atene

Periptero: significato e caratteristiche del tempio greco

Il periptero è una tipologia di tempio dell’architettura greca antica caratterizzata dalla presenza di un colonnato continuo che circonda completamente la cella, sviluppandosi sui quattro lati dell’edificio.
Il termine deriva dal greco perípteros, con il significato di “circondato da ali” o, più propriamente in ambito architettonico, circondato da un colonnato.

La disposizione delle colonne determina uno spazio coperto e percorribile attorno al corpo centrale del tempio, chiamato peristasi. Il tempio periptero costituisce una delle configurazioni più rappresentative dell’architettura religiosa greca e raggiunge una definizione particolarmente compiuta tra l’età arcaica e quella classica.

Geometria ed analisi della pianta del Partenone. Disegni Archweb dwg
Geometria ed analisi della pianta del Partenone. Disegni Archweb dwg

Caratteristiche del tempio periptero

Il principio che identifica il periptero è la presenza di una singola fila di colonne esterne disposta lungo tutto il perimetro della cella. Questa caratteristica permette di distinguerlo da altre tipologie templari nelle quali le colonne sono presenti soltanto sulla facciata o assumono differenti rapporti con le pareti della cella.

Il tempio presenta generalmente una pianta rettangolare e si sviluppa secondo un asse longitudinale. Il corpo centrale è collocato sopra un basamento gradonato, mentre il colonnato esterno forma una fascia continua attorno ad esso.

Gli elementi principali che possono comporre un tempio periptero sono:

  • il crepidoma, cioè il basamento a gradoni sul quale si innalza l’edificio;
  • lo stilobate, il piano superiore del crepidoma sul quale poggiano le colonne;
  • la peristasi, costituita dal colonnato e dallo spazio che circonda il corpo centrale;
  • il pronao, spazio posto davanti all’ingresso della cella;
  • il naos o cella, ambiente principale destinato alla divinità e alla sua immagine di culto;
  • l’eventuale opistodomo, ambiente o portico disposto sul lato posteriore;
  • la trabeazione, sostenuta dalle colonne;
  • la copertura a falde, che sui lati brevi determina la formazione dei frontoni.

La configurazione precisa può comunque variare in relazione all’epoca, al luogo, all’ordine architettonico e alle caratteristiche del singolo edificio.

La peristasi

Un elemento fondamentale per comprendere il periptero è la peristasi, cioè il colonnato continuo che avvolge il nucleo centrale del tempio e lo spazio compreso tra le colonne e le pareti della cella.

La peristasi crea una zona intermedia tra l’esterno e il volume chiuso del naos. Il visitatore può muoversi lungo il perimetro dell’edificio rimanendo sotto la copertura, osservando progressivamente le colonne, le pareti della cella e il paesaggio circostante.

Il colonnato non rappresenta quindi soltanto una struttura di sostegno della copertura. Contribuisce in modo determinante alla configurazione spaziale e alla percezione del tempio, creando una successione regolare di pieni e vuoti e modificando continuamente il rapporto tra edificio e spazio esterno.

Proporzioni e disposizione delle colonne

Il numero e la disposizione delle colonne costituiscono aspetti importanti nella classificazione dei templi greci.

Il numero delle colonne presenti sulla facciata permette di utilizzare definizioni come tetrastilo, con quattro colonne; esastilo, con sei; octastilo, con otto; e così via.

Queste definizioni non sono sinonimi di periptero. Indicano infatti il numero delle colonne sulla fronte, mentre il termine periptero descrive la disposizione del colonnato rispetto alla cella. Un tempio può quindi essere, ad esempio, contemporaneamente periptero ed esastilo.

Nei templi peripteri greci si riscontrano differenti rapporti tra il numero delle colonne frontali e quelle laterali. Tali rapporti non devono essere considerati una regola assoluta valida per tutti i periodi, poiché variano nel corso dello sviluppo dell’architettura greca.

Funzione del periptero nell’architettura del tempio

Il colonnato perimetrale svolge contemporaneamente funzioni strutturali, spaziali e compositive.

Dal punto di vista costruttivo sostiene la trabeazione e parte del sistema di copertura. Dal punto di vista spaziale determina invece una fascia percorribile attorno alla cella e stabilisce una mediazione tra il volume interno e l’ambiente esterno.

La presenza delle colonne su tutti i lati rende inoltre significativa la percezione dell’edificio da più punti di vista. Sebbene il tempio mantenga generalmente una direzione principale, determinata dalla facciata e dall’accesso alla cella, il colonnato conferisce continuità alle quattro elevazioni.

La successione delle colonne produce inoltre un ritmo regolare che accompagna l’osservatore durante il movimento attorno all’edificio. Le sovrapposizioni prospettiche cambiano continuamente e contribuiscono alla percezione tridimensionale del tempio.

Origini e sviluppo storico

La configurazione periptera si sviluppò nel processo di definizione dell’architettura templare greca, consolidandosi soprattutto durante l’età arcaica e raggiungendo un’importante maturazione nell’età classica.

Il passaggio dalle precedenti costruzioni realizzate prevalentemente con materiali deperibili a edifici monumentali in pietra contribuì alla progressiva codificazione degli elementi del tempio. Colonne, capitelli, trabeazioni e frontoni vennero organizzati secondo sistemi proporzionali sempre più definiti, legati principalmente agli ordini dorico e ionico.

Il periptero divenne una delle configurazioni più diffuse per i principali edifici templari. La sua presenza non fu tuttavia esclusiva della Grecia continentale: numerosi esempi furono costruiti anche nelle colonie greche dell’Italia meridionale e della Sicilia e in altre aree del Mediterraneo.

Esempi di templi peripteri

Uno degli esempi più conosciuti è il Partenone di Atene, costruito nel V secolo a.C. sull’Acropoli su progetto di Ictino e Callicrate. Il tempio presenta otto colonne sui fronti e diciassette sui lati ed è quindi classificabile come periptero octastilo.

Un altro esempio ben conservato è il Tempio di Efesto, nell’Agorà di Atene, caratterizzato da una peristasi dorica continua.

Importanti esempi di templi peripteri sono presenti anche in Italia, soprattutto nei siti archeologici della Magna Grecia. A Paestum, ad esempio, i grandi templi dorici permettono di osservare chiaramente il rapporto tra cella, colonnato perimetrale e basamento.

Questi edifici mostrano anche come la tipologia periptera possa presentare variazioni significative nelle proporzioni, negli interassi, nella disposizione degli ambienti interni e nel rapporto tra colonnato e cella.

Periptero e altre tipologie templari

Il periptero può essere compreso più facilmente confrontandolo con altre configurazioni del tempio antico.

Nel tempio in antis le colonne sono collocate sulla fronte, tra i prolungamenti laterali delle pareti della cella, chiamati ante.

Nel tempio prostilo il colonnato è disposto davanti alla cella, mentre nell’anfiprostilo è presente sia sulla fronte sia sul retro.

Nel periptero, invece, una fila di colonne circonda completamente il corpo centrale.

Il diptero presenta una configurazione ancora più ampia, con due file di colonne che circondano la cella.

Esiste inoltre lo pseudoperiptero, nel quale l’immagine esterna del colonnato perimetrale viene mantenuta, ma parte delle colonne laterali e posteriori è sostituita da semicolonne o colonne addossate alle pareti della cella. Questa soluzione è particolarmente significativa nell’architettura templare romana.

Periptero e peristasi: una distinzione importante

I termini periptero e peristasi sono strettamente collegati, ma non indicano esattamente la stessa cosa.

Periptero definisce la tipologia dell’edificio, cioè un tempio circondato su tutti i lati da una fila di colonne.

Peristasi indica invece il sistema colonnato che circonda la cella e il relativo spazio perimetrale.

Si può quindi affermare che la peristasi costituisce l’elemento architettonico fondamentale che permette di classificare un tempio come periptero.

Il periptero come principio compositivo

Dal punto di vista compositivo, il periptero stabilisce una relazione precisa tra nucleo interno, involucro colonnato e spazio esterno.

La cella costituisce il volume centrale e maggiormente chiuso. Attorno ad essa, la peristasi introduce uno spazio filtrato e parzialmente aperto. Infine si trova lo spazio esterno del santuario.

Si determina così una successione graduale: spazio aperto → colonnato → cella.

Le colonne formano un limite permeabile alla vista e alla luce. Osservando il tempio da lontano, il colonnato contribuisce all’unità dell’edificio; avvicinandosi, gli intervalli tra le colonne permettono invece di percepire la cella retrostante e la profondità della peristasi.

Questa relazione tra struttura, ritmo e profondità rappresenta uno degli aspetti fondamentali della configurazione del tempio periptero.

In sintesi

Il periptero è una tipologia di tempio antico, particolarmente diffusa nell’architettura greca, nella quale la cella è circondata su tutti i lati da una singola fila di colonne. Il colonnato determina la peristasi, uno spazio intermedio tra il nucleo chiuso del tempio e l’ambiente esterno. La configurazione periptera svolge quindi una funzione strutturale, distributiva e compositiva. Si distingue dal diptero, dotato di un doppio colonnato perimetrale, e dallo pseudoperiptero, nel quale parte delle colonne è sostituita da elementi addossati alle pareti della cella.


La fotografia di copertina è di Anastasios Anestis su Depositphotos.com

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