Tempio di Antonino e Faustina a Villa Borghese
Il fascino romantico per il rudere e per l'antico nella Roma di fine Settecento

Tra i viali alberati di Villa Borghese, il Tempio di Antonino e Faustina è uno degli episodi più particolari dell’architettura da giardino romana del Settecento. Un raffinato falso rudere, realizzato per evocare il fascino dell’antico attraverso il reimpiego di frammenti archeologici e la costruzione di una rovina artificiale immersa nel verde.
Disegnata dall’artista trentino Cristoforo Unterperger, l’opera si inserisce nel più ampio piano di rinnovamento della villa voluto dal principe Marcantonio Borghese e guidato dall’architetto Antonio Asprucci. L’antico viene reinterpretato attraverso una composizione scenografica costruita appositamente per il parco.
Il tempio di Villa Borghese non va confuso con il vero Tempio di Antonino e Faustina situato nel Foro Romano.
L’architettura del tempio di Antonino e Faustina
Il tempio riprende volutamente il linguaggio dell’architettura romana classica: colonne in granito, capitelli corinzi, trabeazione iscritta e frontone triangolare compongono una scena che richiama i monumenti della città antica. Le murature laterali interrotte, le superfici incomplete e l’asimmetria della composizione vennero studiate per suggerire l’idea di un reperto archeologico sopravvissuto al tempo.

Un’architettura costruita per sembrare antica
Il tempio di Antonino e Faustina di Villa Borghese è un falso rudere evidente e non celato. L’interpretazione stilistica e le citazioni utilizzate sono esibite come celebrazione del livello culturale della famiglia Borghese e del loro legame con la Roma antica. La scelta si ricollega inoltre alla moda dei giardini all’inglese, nonché al gusto tipicamente romantico per l’antico e le rovine.
Le belle proporzioni e il garbato “rovinismo” delle parti dirute rendono molto gradevole la vista del piccolo tempio […] la scelta del rudere non era del resto nuova; ricordiamo ad esempio che nella metà del Settecento Sir William Chambers aveva progettato il Mausoleo del Principe di Galles immaginandolo già sotto forma di rovina e che anche il Marchionni a Villa Albani aveva creato un tempietto dello stesso tipo.
– Beata Di Gaddo, L’architettura di Villa Borghese, p.148
L’iscrizione del tempio di Antonino e Faustina
Il nome del monumento deriva dall’iscrizione latina presente sulla trabeazione, dedicata all’imperatore Antonino Pio e a Faustina, che riprende quella presente nel tempio omonimo nel Foro Romano. La scritta, composta secondo le formule celebrative dell’antica Roma imperiale, contribuisce a rafforzare il carattere archeologico della composizione.
Così riporta l’iscrizione originale in latino (traduzione a fronte):
DIVAE FAVSTINAE
DIVI ANTONINI F M ANTONINI AVGUSTI
NOVAE CERERI
TI CLAVDIVS HERODES ATTICVS COS DD
“A Faustina divina,
moglie del divino Antonino Augusto,
nuova Cerere,
Tito Claudio Erode Attico, console, dedicò.”

Un episodio nascosto di Villa Borghese
Oggi il Tempio di Antonino e Faustina conserva ancora il carattere raccolto e appartato immaginato da Unterperger per il parco Borghese. Immerso tra alberi e percorsi ombreggiati, il monumento continua a evocare quell’idea romantica di antichità e rovina artificiale che caratterizzava i grandi giardini europei del XVIII secolo.
Il suo dialogo con altre architetture storiche del parco contribuisce ancora oggi a definire il carattere unico di Villa Borghese, dove natura, architettura e memoria dell’antico si fondono in un unico paesaggio storico.
Scheda sintetica dell’opera
• Nome originale: Tempio di Antonino e Faustina
• Anno di realizzazione: 1792
• Progettista: Cristoforo Unterperger e Antonio Asprucci
• Collocazione: Villa Borghese a Roma
Fotografie scattate nei mesi di luglio 2025 e aprile 2026