Addentellato (o ammorsato)
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L’addentellato, o ammorsatura, è una muratura con elementi alternativamente sporgenti, predisposti per il collegamento con una muratura adiacente.
L’addentellato, detto anche ammorsato o ammorsatura, è una particolare configurazione della parte terminale di una muratura, nella quale pietre, mattoni o altri elementi vengono lasciati alternativamente sporgenti per consentire il collegamento con una struttura muraria adiacente o da costruire successivamente.
Il principio consiste nel creare un bordo irregolare, simile a una dentatura, che permette alle due parti della muratura di innestarsi reciprocamente, evitando che il loro incontro coincida con un semplice giunto verticale continuo. L’addentellamento costituisce quindi un sistema tradizionale di collegamento murario, utilizzato negli angoli, negli incroci tra pareti e nelle costruzioni predisposte per ampliamenti o successive fasi di realizzazione.
Caratteristiche dell’addentellato
Una muratura addentellata presenta, in corrispondenza della propria estremità, una successione di sporgenze e rientranze.
Gli elementi appartenenti ai diversi corsi della muratura vengono disposti in modo da creare una testata dentata. Quando viene costruita la parete adiacente, i suoi elementi possono inserirsi negli spazi lasciati liberi, stabilendo una connessione tra le due strutture.
L’incontro non è quindi costituito da due superfici semplicemente accostate. La tessitura muraria dell’una penetra in quella dell’altra, creando una zona di collegamento distribuita su più corsi.
La forma e le dimensioni dell’addentellatura dipendono dal materiale impiegato, dalla tessitura muraria e dalle dimensioni degli elementi che costituiscono la parete.
Borni, morse e risega
Nella terminologia costruttiva tradizionale, le parti che compongono un’addentellatura possono assumere denominazioni specifiche.
Le pietre lasciate sporgenti dalla testata della muratura sono dette borni. Gli spazi intermedi tra gli elementi sporgenti sono indicati come morse, mentre la successione alternata di borni e morse prende il nome di risega.
Questa terminologia descrive quindi le singole parti che determinano il caratteristico profilo dentato dell’estremità muraria.
Il termine bornio appartiene prevalentemente al lessico costruttivo storico e indica una pietra sporgente dal muro che può servire proprio alla formazione dell’addentellato. Nel linguaggio edilizio contemporaneo queste denominazioni sono meno frequenti, ma rimangono utili nella lettura di testi tecnici e nella descrizione delle tecniche murarie tradizionali.
Addentellamento e ammorsamento
I termini addentellamento e ammorsamento sono strettamente collegati e vengono spesso utilizzati con significato equivalente.
È tuttavia possibile distinguere concettualmente i due aspetti.
L’addentellamento descrive soprattutto la configurazione dentata dell’estremità della muratura, predisposta per ricevere o collegarsi a un’altra struttura.
L’ammorsamento indica più generalmente il collegamento tra due murature ottenuto attraverso la penetrazione o l’alternanza reciproca dei loro elementi.
Una parete può quindi essere lasciata addentellata in previsione della costruzione successiva di un’altra muratura; completato il collegamento, le due parti risultano ammorsate.
Nella pratica costruttiva e nella terminologia storica questa distinzione non è comunque sempre applicata rigidamente.
Uso negli angoli e negli incroci tra murature
Uno degli ambiti nei quali il principio dell’ammorsamento risulta più evidente è l’incontro tra due pareti ortogonali.
Quando le murature vengono costruite contemporaneamente, la disposizione dei mattoni, dei blocchi o delle pietre può essere organizzata in modo che gli elementi delle due pareti si alternino nella zona dell’angolo. La tessitura prosegue così attraverso lo spigolo, evitando la formazione di un giunto verticale continuo.
Lo stesso principio può essere utilizzato nell’incontro tra una parete interna e una muratura perimetrale oppure nell’intersezione tra differenti setti murari.
Nelle murature in laterizio questa organizzazione risulta particolarmente leggibile grazie alla regolarità dei mattoni e all’alternanza dei corsi.
Addentellamento per successive fasi costruttive
Una delle funzioni più caratteristiche dell’addentellato consiste nel predisporre una muratura per una successiva prosecuzione della costruzione.
Se una parete deve essere temporaneamente interrotta, la sua estremità può essere lasciata dentata anziché terminare con una superficie verticale regolare.
Quando i lavori riprendono, la nuova muratura viene inserita nella dentatura precedente, creando continuità tra la parte esistente e quella successiva.
Lo stesso principio può essere utilizzato quando si prevede la futura costruzione di una parete ortogonale o di un corpo edilizio adiacente.
Per questo motivo negli edifici storici è possibile osservare addentellature rimaste esposte perché l’ampliamento previsto non è mai stato realizzato oppure perché una struttura originariamente collegata è stata successivamente demolita.
Ammorsatura tra muratura e rivestimento
Il principio dell’ammorsamento non riguarda esclusivamente il collegamento tra due pareti o la prosecuzione di una muratura. Può essere utilizzato anche per creare una connessione tra la struttura muraria e un rivestimento applicato successivamente.
Nell’architettura storica, e in particolare nelle costruzioni in laterizio destinate a ricevere un rivestimento lapideo, alcuni mattoni o elementi della muratura potevano essere disposti in modo da sporgere rispetto al piano della facciata. Queste sporgenze offrivano punti di presa e di collegamento per il paramento successivo, favorendo l’integrazione tra il rivestimento in pietra e la muratura retrostante.
In questo caso è corretto parlare di elementi predisposti per l’ammorsamento del rivestimento, mentre è meno appropriato definirli semplicemente addentellati. L’addentellatura indica infatti, in senso più specifico, la configurazione dentata della testata di una muratura destinata a collegarsi con un’altra porzione muraria.
La distinzione permette di comprendere come ammorsamento sia un concetto costruttivo più ampio: indica il collegamento reciproco tra parti differenti della costruzione, mentre l’addentellamento rappresenta una delle configurazioni attraverso cui tale collegamento può essere ottenuto.

Basilica di San Lorenzo a Firenze. Progetto di Filippo Brunelleschi.
Anche questo è un classico esempio di facciata incompiuta con muratura di pietra con elementi sporgenti predisposti per l’ammorsamento del rivestimento. Fotografia © Archweb.com
Negli edifici storici rimasti privi del rivestimento previsto, la presenza di elementi sporgenti sulla superficie muraria può talvolta costituire una traccia del processo costruttivo e indicare la predisposizione per una fase di completamento mai realizzata. Questa interpretazione deve comunque essere verificata caso per caso, considerando la tessitura muraria, le tecniche costruttive e le trasformazioni subite dall’edificio.
Materiali e tecniche
L’addentellamento può essere realizzato con differenti materiali murari.
Nelle murature in laterizio, la modularità dei mattoni permette di ottenere una successione particolarmente regolare di sporgenze e rientranze.
Nelle murature in blocchi, l’ammorsamento viene organizzato attraverso l’alternanza degli elementi nei differenti corsi, compatibilmente con le dimensioni e le caratteristiche del sistema costruttivo.
Nelle murature in pietra, la maggiore irregolarità degli elementi richiede invece una selezione e una disposizione adeguata dei conci. Pietre sufficientemente lunghe possono penetrare maggiormente nella muratura adiacente e contribuire al collegamento tra le parti.
Negli angoli delle costruzioni storiche vengono frequentemente utilizzati elementi lapidei di dimensioni maggiori rispetto a quelli della muratura corrente, capaci di rafforzare lo spigolo e favorire la continuità tra le pareti.
Addentellato e giunto verticale
Il principio dell’addentellamento può essere compreso facilmente confrontandolo con il semplice accostamento tra due murature.
Quando due pareti vengono costruite una contro l’altra senza un adeguato collegamento, la loro superficie di contatto può determinare una discontinuità verticale.
Nell’addentellamento, invece, questa linea viene interrotta dall’alternanza delle sporgenze e dei rientri. Il collegamento interessa quindi più corsi della muratura e non coincide con un unico piano verticale.
Questa configurazione favorisce la collaborazione tra le due parti e rende geometricamente più continuo l’organismo murario.
La semplice presenza di una dentatura non garantisce tuttavia, da sola, un determinato comportamento strutturale. Dimensioni degli elementi, materiali, qualità della muratura, malta e modalità di esecuzione concorrono all’efficacia del collegamento.
L’ammorsamento nelle murature esistenti
Negli interventi sugli edifici esistenti può essere necessario collegare una nuova muratura a una parete già costruita.
Il principio tradizionale dell’ammorsamento può essere riprodotto intervenendo localmente sulla tessitura esistente, ma l’operazione deve essere valutata attentamente per evitare demolizioni eccessive o indebolimenti della parete.
Nella costruzione contemporanea il collegamento può essere ottenuto anche attraverso barre, connettori, elementi metallici o altri dispositivi meccanici, scelti in funzione delle caratteristiche delle strutture da collegare.
Occorre quindi distinguere il principio dell’ammorsamento dalla tecnica utilizzata per realizzarlo. L’obiettivo rimane quello di creare un collegamento efficace tra due parti, mentre materiali e modalità operative possono essere differenti.
L’addentellato nella lettura degli edifici storici
Un’addentellatura rimasta visibile può costituire un elemento utile per comprendere la storia costruttiva di un edificio.
Una successione di pietre sporgenti lungo il margine di una parete può indicare, ad esempio, la predisposizione per una costruzione adiacente mai completata. In altri casi può rappresentare la traccia del collegamento con una struttura successivamente demolita.
Differenze nella tessitura, interruzioni dei corsi e variazioni nei sistemi di ammorsamento possono inoltre contribuire all’individuazione di ampliamenti, sopraelevazioni o differenti fasi costruttive.
Questi indizi devono comunque essere interpretati insieme alle altre caratteristiche dell’edificio. Materiali, malte, aperture, giunti e documentazione storica devono essere analizzati complessivamente prima di formulare ipotesi sulla successione delle diverse fasi.
L’addentellamento come principio costruttivo
Dal punto di vista costruttivo, l’addentellamento applica un principio semplice ma importante: trasformare il punto d’incontro tra due murature da una linea di separazione a una zona di connessione.
La disposizione alternata degli elementi permette alla tessitura di proseguire attraverso l’intersezione. Questo principio è particolarmente evidente negli angoli, negli incroci tra pareti e nelle murature predisposte per essere completate successivamente.
L’addentellato mostra quindi come la disposizione dei singoli elementi – pietre, mattoni o blocchi – possa contribuire direttamente alla continuità dell’organismo murario e costituisce, allo stesso tempo, un’importante testimonianza delle tecniche costruttive tradizionali.
In sintesi
L’addentellato, detto anche ammorsato o ammorsatura, è una configurazione della parte terminale di una muratura caratterizzata dall’alternanza di elementi sporgenti e rientranti, predisposti per consentire il collegamento con un’altra struttura muraria. Nella terminologia tradizionale le pietre sporgenti sono dette borni, gli spazi intermedi morse e la loro successione risega. L’addentellamento può essere utilizzato negli angoli, negli incroci tra pareti e nelle costruzioni realizzate in fasi successive. Negli edifici storici, addentellature rimaste visibili possono inoltre fornire indicazioni sulle trasformazioni e sulle diverse fasi costruttive dell’edificio.
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L’immagine di copertina è una elaborazione Archweb su fotografia di Pratchaya Leelapratchayanont su Depositphotos.com

