Come scegliere le piastrelle
Guida tecnica completa
Nel processo di progettazione degli spazi residenziali e contract, scegliere le piastrelle non è una decisione meramente estetica, ma una vera e propria scelta progettuale che incide su prestazioni, durabilità, sicurezza e qualità percepita dell’intervento.
In questa guida analizzeremo come scegliere le piastrelle in modo consapevole, rispondendo alle domande più comuni e ponendo particolare attenzione alle caratteristiche tecniche. L’obiettivo è fornire criteri chiari e pratici per effettuare una scelta corretta, duratura e coerente con la destinazione d’uso di ogni ambiente.
Perché la scelta delle piastrelle è così importante
Le piastrelle non sono un semplice elemento di rivestimento, ma una vera e propria superficie tecnica sottoposta a sollecitazioni continue: calpestio, umidità, sbalzi termici, agenti chimici, urti e abrasioni. Una scelta errata può comportare:
- Usura precoce della superficie
- Problemi di scivolosità o sicurezza
- Difficoltà di pulizia e manutenzione
- Scarsa resa estetica nel tempo
Scegliere le piastrelle giuste significa quindi bilanciare estetica, prestazioni tecniche e contesto di utilizzo, evitando soluzioni inadatte che potrebbero rivelarsi costose nel medio-lungo periodo.
Valutare l’uso e la destinazione delle piastrelle
Il primo criterio per scegliere le piastrelle è la destinazione d’uso. Ogni ambiente della casa presenta esigenze specifiche, che devono essere soddisfatte da materiali con caratteristiche tecniche adeguate.
Zona giorno: soggiorno, sala da pranzo, ingresso
Nella zona giorno le piastrelle sono sottoposte a traffico frequente e devono garantire un buon equilibrio tra resistenza, comfort e impatto estetico.
Il materiale più indicato è il gres porcellanato, grazie a:
- Elevata resistenza all’usura (PEI 4 o 5)
- Bassissimo assorbimento d’acqua (≤ 0,5%)
- Ottima resistenza ai graffi e alle macchie
Dal punto di vista tecnico ed estetico, sono consigliabili:
- Finiture naturali o lappate, che offrono un aspetto elegante senza risultare eccessivamente scivolose.
- Formati grandi (60×60 cm, 80×80 cm, 120×120 cm), che riducono il numero di fughe e aumentano la continuità visiva.
- Effetti legno, cemento o pietra, molto realistici grazie alle moderne tecnologie di stampa digitale.
Cucina: resistenza e facilità di pulizia
La cucina è uno degli ambienti più critici dal punto di vista tecnico. Qui le piastrelle devono resistere a macchie, grassi, urti e frequenti lavaggi.
Caratteristiche tecniche fondamentali:
- Resistenza chimica ai detergenti di uso domestico.
- Basso assorbimento per evitare l’assorbimento di liquidi e odori.
- Superficie facile da pulire, preferibilmente opaca o satinata.
Per il pavimento:
- Classe antiscivolo R9 o R10, sufficiente per ambienti interni asciutti.
- Spessore standard tra 8 e 10 mm, adeguato per l’uso residenziale.
Per il rivestimento a parete:
- Piastrelle di piccolo formato (10×10 cm, 15×15 cm, metro tile 7,5×15 cm).
- Oppure grandi lastre per un’estetica moderna e con meno fughe.
Bagno: sicurezza, umidità e comfort
Nel bagno, la scelta delle piastrelle deve tenere conto della presenza costante di acqua e vapore.
Per il pavimento:
- Resistenza allo scivolamento elevata: R10 come minimo, R11 nelle zone doccia e vasca.
- Superficie strutturata o leggermente materica.
- Ottima resistenza al gelo e all’umidità (anche in caso di ambienti non riscaldati).
Per le pareti:
- Gres porcellanato lucido o satinato.
- Grandi formati per ridurre le fughe, migliorando l’igiene.
- Effetti marmo, pietra o superfici 3D per un risultato estetico di tipo SPA.
Camera da letto: comfort e continuità visiva
In camera da letto, l’esigenza principale è il comfort visivo e tattile. Il gres porcellanato effetto legno rappresenta una valida alternativa al parquet, offrendo:
- Maggiore stabilità dimensionale
- Nessun problema con umidità o variazioni termiche
- Manutenzione molto più semplice
Dal punto di vista tecnico:
- Superficie opaca o naturale.
- Piastrelle rettificate per fughe ridotte (1–2 mm).
- Classe di resistenza all’usura PEI 3 o 4, più che sufficiente.
Esterni: terrazze, balconi e giardini
Per gli ambienti esterni, scegliere le piastrelle significa affrontare condizioni più severe: pioggia, gelo, raggi UV e sbalzi termici.
Caratteristiche tecniche indispensabili:
- Resistenza al gelo (UNI EN ISO 10545-12).
- Classe antiscivolo R11 o R12.
- Superficie strutturata.
- Elevata resistenza meccanica.
Sempre più diffuso è l’uso di piastrelle in gres a spessore 20 mm, ideali per:
- Posa flottante su sabbia o ghiaia.
- Posa sopraelevata su supporti.
- Ambienti outdoor ad alto carico.
Scegliere il formato giusto delle piastrelle
Il formato incide sia sull’estetica sia sulla funzionalità della superficie.
Grandi formati
- 60×60 cm, 80×80 cm, 120×120 cm o superiori
- Riduzione delle fughe
- Maggiore continuità visiva
- Ideali per ambienti moderni e spaziosi
Formati medi
- 30×30 cm, 45×45 cm, 60×60 cm
- Soluzione versatile
- Più facili da posare in ambienti irregolari
Piccoli formati
- 10×10 cm, 15×15 cm, esagonali, mosaico
- Ideali per rivestimenti, nicchie, docce e dettagli decorativi
Consiglio tecnico: le piastrelle rettificate consentono fughe minime (2 mm), migliorando l’effetto estetico e la facilità di pulizia.
Finiture superficiali ed effetti estetici
La finitura influenza direttamente attrito, manutenzione e resa estetica.
- Lucido / lappato: elegante, riflettente, ma più delicato
- Opaco / satinato: equilibrato, pratico e versatile
- Strutturato: maggiore sicurezza antiscivolo, ideale per esterni e bagni
Effetti più diffusi: legno, pietra, cemento o resina, marmo, mattoncino o cementine.

La stonalizzazione delle piastrelle: l’importanza della variazione cromatica
Quando si devono scegliere le piastrelle, la stonalizzazione rappresenta un parametro tecnico essenziale per il controllo del risultato estetico finale. Con questo termine si indica il grado di variazione cromatica e grafica tra le piastrelle appartenenti alla stessa collezione, formato e calibro. Nel gres porcellanato moderno, la stonalizzazione non è un’anomalia produttiva, ma una caratteristica progettuale studiata per rendere le superfici più naturali, dinamiche e realistiche.
Grazie alle tecnologie di stampa digitale ad alta definizione, oggi ogni piastrella può presentare micro-variazioni di colore, venatura e texture superficiale. Questo consente di riprodurre fedelmente materiali come legno, pietra e marmo, che per loro natura non sono mai uniformi.
Classificazione della stonalizzazione: scala V1–V4
La variazione cromatica è indicata dai produttori attraverso una scala standardizzata:
| Classe | Descrizione | Impatto visivo |
|---|---|---|
| V1 – Uniforme | Piastrelle quasi identiche | Superficie omogenea |
| V2 – Leggera variazione | Differenze lievi di tono | Movimento controllato |
| V3 – Moderata variazione | Variazioni evidenti ma equilibrate | Effetto naturale |
| V4 – Elevata variazione | Ogni piastrella è diversa | Superficie molto dinamica |
Questa classificazione è fondamentale per prevedere il comportamento visivo della pavimentazione una volta posata, soprattutto su superfici di grandi dimensioni.
Stonalizzazione ed effetto estetico
Il grado di stonalizzazione varia in funzione dell’effetto materico scelto:
- Effetto legno: generalmente V3 o V4, indispensabile per simulare nodi, fiammature e differenze cromatiche del legno naturale.
- Effetto pietra: V2–V4, a seconda del tipo di pietra di riferimento e del livello di naturalità desiderato.
- Effetto marmo: V2–V3, per garantire variazione nelle venature senza compromettere l’eleganza complessiva.
- Effetto cemento o resina: V1–V2, preferibile per ambienti minimal e superfici visivamente più uniformi.
La scelta del grado corretto permette di evitare superfici troppo piatte o, al contrario, eccessivamente movimentate.
Implicazioni progettuali e di posa
La stonalizzazione incide direttamente sulle modalità di posa. Nei prodotti con variazione medio-alta (V3–V4) è fondamentale miscelare le piastrelle provenienti da più scatole per distribuire in modo uniforme le differenze cromatiche. Inoltre, il formato e la larghezza delle fughe influiscono sulla percezione visiva: grandi formati e fughe ridotte tendono a rendere la variazione più armoniosa.
Differenza tra stonalizzazione e difetti di produzione
È importante distinguere la stonalizzazione da eventuali non conformità:
La stonalizzazione è:
- Dichiarata dal produttore
- Uniforme all’interno della classe V indicata
- Visibile anche nei campioni ufficiali
Un difetto di produzione è:
- Una variazione non prevista
- Fuori scala rispetto alla classe dichiarata
- Presente solo in alcune piastrelle isolate
Per questo motivo è sempre consigliabile verificare:
- Classe V riportata sulla confezione
- Codice tono
- Calibro
Come scegliere il giusto livello di stonalizzazione
Per scegliere le piastrelle in modo corretto, il livello di stonalizzazione va deciso in funzione di:
- Stile dell’ambiente (moderno, classico, rustico)
- Dimensione dello spazio
- Illuminazione naturale e artificiale
- Formato della piastrella
- Continuità con altri ambienti
Indicazioni pratiche:
- Spazi piccoli e minimal → V1–V2
- Ambienti ampi e naturali → V3
- Esterni, rustico, legno → V4
Scegliere le piastrelle: resistenza all’usura, allo scivolamento e spessore
Quando si deve scegliere le piastrelle in modo professionale, i parametri legati alla resistenza meccanica e alla sicurezza d’uso assumono un ruolo centrale. Resistenza all’usura, resistenza allo scivolamento e spessore non sono dati accessori, ma indicatori prestazionali che determinano l’idoneità del materiale in funzione del contesto applicativo, del livello di calpestio e delle condizioni ambientali.
Una valutazione superficiale di questi aspetti può compromettere la durabilità dell’intervento e generare criticità funzionali nel tempo.
Resistenza all’usura: abrasione e durezza superficiale
La resistenza all’usura misura la capacità della piastrella di mantenere inalterate le proprie caratteristiche estetiche e funzionali sotto l’azione del calpestio, dello sfregamento e delle particelle abrasive.
Nel gres porcellanato si distinguono due parametri principali:
- Classe PEI (per gres smaltato): indica la resistenza all’abrasione superficiale dello smalto.
- PEI 3: ambienti residenziali a traffico moderato (camere, bagni)
- PEI 4: zone giorno, ingressi, cucine
- PEI 5: ambienti ad alto traffico, anche semi-commerciali
- Durezza Mohs (per gres tecnico o tutta massa): misura la resistenza ai graffi. Il gres porcellanato presenta valori medi compresi tra 5 e 7, rendendolo idoneo a un utilizzo intensivo senza alterazioni visibili.
Dal punto di vista progettuale, è fondamentale correlare la classe di resistenza all’usura non solo al tipo di ambiente, ma anche alla frequenza di utilizzo e alla presenza di elementi abrasivi (sabbia, sporco portato dall’esterno).
Resistenza allo scivolamento: sicurezza e normativa
La resistenza allo scivolamento è un requisito funzionale imprescindibile, soprattutto in ambienti umidi o soggetti a bagnatura. È generalmente espressa tramite la classificazione R, derivata da prove su piano inclinato.
- R9–R10: adatte per ambienti interni residenziali asciutti
- R11: consigliata per bagni, docce, cucine e aree con possibile presenza d’acqua
- R12–R13: necessarie in contesti esterni o professionali con elevato rischio di scivolamento
È importante sottolineare che un valore R più alto implica una superficie più strutturata, con possibili ripercussioni sulla facilità di pulizia. La scelta deve quindi bilanciare sicurezza e manutenzione, in funzione dell’uso reale dello spazio.
Spessore della piastrella: prestazioni strutturali e sistema di posa
Lo spessore influisce direttamente sulla resistenza meccanica, sulla modalità di posa e sulla compatibilità con il supporto.
- 6–10 mm: spessore standard per pavimenti e rivestimenti interni, adatto a posa incollata su massetto tradizionale.
- 3–5 mm: lastre sottili, prevalentemente per rivestimenti o ristrutturazioni con sovrapposizione.
- 20 mm: piastrelle strutturali per esterni, ideali per posa flottante, su supporti o su ghiaia.
Le piastrelle a spessore maggiorato offrono una maggiore resistenza ai carichi concentrati e una migliore stabilità in ambienti outdoor, dove sono soggette a escursioni termiche e sollecitazioni meccaniche più elevate.
Correlazione tra parametri e destinazione d’uso
Per scegliere le piastrelle in modo corretto, questi tre parametri devono essere valutati congiuntamente:
- Un’elevata resistenza all’usura senza un adeguato coefficiente antiscivolo può risultare pericolosa.
- Una superficie altamente antiscivolo ma sottodimensionata in termini di spessore può non essere adatta a contesti esterni.
- Uno spessore elevato senza una corretta progettazione della posa può generare problemi di planarità e drenaggio.
Scegliere le piastrelle: i prezzi
| Fascia di prezzo | Caratteristiche |
|---|---|
| 10–20 €/mq | Formati piccoli, finiture base |
| 25–50 €/mq | Gres di qualità, formati moderni |
| 60–100 €/mq e oltre | Grandi lastre, design, effetti speciali |
Conclusione: come scegliere le piastrelle giuste
Scegliere le piastrelle richiede un approccio tecnico e razionale, oltre che estetico. Analizzando destinazione d’uso, formato, finitura, stonalizzazione e parametri tecnici come antiscivolo e resistenza all’usura, è possibile ottenere superfici:
- Funzionali
- Sicure
- Durevoli
- Coerenti con lo stile dell’abitazione
Il gres porcellanato, grazie alle sue eccellenti prestazioni tecniche, rappresenta oggi una delle soluzioni più affidabili e versatili per pavimenti e rivestimenti, sia interni che esterni. Una scelta consapevole oggi significa meno problemi domani e un risultato di qualità nel tempo.